Fiore dei Calanchi nasce da una sfida, da una scelta istintiva e coraggiosa. Poco prima della vendemmia 2021, Marta Valpiani decide di sperimentare una tecnica vista in Borgogna, inizialmente percepita come estrema, quasi folle. Poi l’intuizione: “mi piace, proviamoci”. Il vino nasce da una minuscola parcella di appena 2.000 metri quadrati. Il nome richiama l’Anemone, fiore scelto come simbolo di questo progetto. Nel linguaggio dei fiori rappresenta speranza e attesa, ed è conosciuto come fiore del vento. Un’immagine perfetta per un vino che vive di delicatezza, precisione e pazienza.
La vinificazione è il cuore del progetto. Il Sangiovese viene lavorato con la tecnica del baie-par-baie, acino per acino. Tutte le parti verdi del raspo vengono rimosse manualmente con forbici, lasciando il pedicello attaccato all’acino per evitare la fuoriuscita di succo. Nel mastello trovano posto uva diraspata, gli acini interi lavorati singolarmente e qualche grappolino intero. Un lavoro minuzioso, quasi meditativo.
Il risultato è un Sangiovese luminoso e raffinato, che non cerca potenza ma espressione. Un vino che parla di vento, attesa e precisione.
Fiore dei Calanchi nasce da una sfida, da una scelta istintiva e coraggiosa. Poco prima della vendemmia 2021, Marta Valpiani decide di sperimentare una tecnica vista in Borgogna, inizialmente percepita come estrema, quasi folle. Poi l’intuizione: “mi piace, proviamoci”. Il vino nasce da una minuscola parcella di appena 2.000 metri quadrati. Il nome richiama l’Anemone, fiore scelto come simbolo di questo progetto. Nel linguaggio dei fiori rappresenta speranza e attesa, ed è conosciuto come fiore del vento. Un’immagine perfetta per un vino che vive di delicatezza, precisione e pazienza.
La vinificazione è il cuore del progetto. Il Sangiovese viene lavorato con la tecnica del baie-par-baie, acino per acino. Tutte le parti verdi del raspo vengono rimosse manualmente con forbici, lasciando il pedicello attaccato all’acino per evitare la fuoriuscita di succo. Nel mastello trovano posto uva diraspata, gli acini interi lavorati singolarmente e qualche grappolino intero. Un lavoro minuzioso, quasi meditativo.
Il risultato è un Sangiovese luminoso e raffinato, che non cerca potenza ma espressione. Un vino che parla di vento, attesa e precisione.