Christophe Lefèvre

Christophe Lefèvre è uno dei pionieri silenziosi dello Champagne biologico. Viene da una famiglia di vignaioli di Mont Bonneil, un piccolo borgo che domina la Vallée de la Marne, nel dipartimento dell'Aisne, a pochi chilometri da Château-Thierry, e nel 1995 decide di smettere di conferire le uve per produrre i propri Champagne. Fin da subito sceglie di certificarsi in biologico, quando in Champagne quasi nessuno ci pensava e la regione era dominata dalla chimica e dalle grandi maison. Oggi porta avanti la cantina con il figlio, con la stessa coerenza di trent'anni fa.

La tenuta è piccola, circa 4,5 ettari su un unico coteau esposto pieno sud, con cento metri di dislivello tra la cima calcarea e la parte bassa di limi sabbiosi alluvionali: una varietà di suoli che regala complessità e armonia ai vini. Il vitigno protagonista è il Pinot Meunier, l'uva simbolo della Vallée de la Marne, che occupa circa tre quarti delle vigne, affiancato da Pinot Noir e da una piccola parte di Chardonnay, con una densità altissima di 8.000 ceppi per ettaro. In vigna nessun prodotto chimico, e tutte le operazioni, dalla potatura alla vendemmia, sono fatte a mano.

In cantina Christophe lavora come si faceva un tempo: una pressa tradizionale Coquard, mosti travasati senza pompe, fermentazioni spontanee con i soli lieviti indigeni, nessuno zucchero aggiunto, malolattica svolta e nessuna filtrazione. I suoi Champagne sono quasi tutti millesimati, da un'unica vendemmia, e sboccati senza alcun dosaggio, e sulle etichette dichiara apertamente solforosa e analisi, per una trasparenza totale. Accanto alla Cuvée de Réserve, fresca e vinosa, la Cuvée Prestige passa i vini base in barrique usate per un'espressione più ampia e profonda.

Ne nascono Champagne fatti come veri vini, da uve mature: vinosi, freschi e minerali, senza fronzoli, pensati più per la tavola che per il brindisi. La Vallée de la Marne nella sua forma più sincera, da uno dei vignaioli che hanno aperto la strada allo Champagne naturale.

Christophe Lefèvre è uno dei pionieri silenziosi dello Champagne biologico. Viene da una famiglia di vignaioli di Mont Bonneil, un piccolo borgo che domina la Vallée de la Marne, nel dipartimento dell'Aisne, a pochi chilometri da Château-Thierry, e nel 1995 decide di smettere di conferire le uve per produrre i propri Champagne. Fin da subito sceglie di certificarsi in biologico, quando in Champagne quasi nessuno ci pensava e la regione era dominata dalla chimica e dalle grandi maison. Oggi porta avanti la cantina con il figlio, con la stessa coerenza di trent'anni fa.

La tenuta è piccola, circa 4,5 ettari su un unico coteau esposto pieno sud, con cento metri di dislivello tra la cima calcarea e la parte bassa di limi sabbiosi alluvionali: una varietà di suoli che regala complessità e armonia ai vini. Il vitigno protagonista è il Pinot Meunier, l'uva simbolo della Vallée de la Marne, che occupa circa tre quarti delle vigne, affiancato da Pinot Noir e da una piccola parte di Chardonnay, con una densità altissima di 8.000 ceppi per ettaro. In vigna nessun prodotto chimico, e tutte le operazioni, dalla potatura alla vendemmia, sono fatte a mano.

In cantina Christophe lavora come si faceva un tempo: una pressa tradizionale Coquard, mosti travasati senza pompe, fermentazioni spontanee con i soli lieviti indigeni, nessuno zucchero aggiunto, malolattica svolta e nessuna filtrazione. I suoi Champagne sono quasi tutti millesimati, da un'unica vendemmia, e sboccati senza alcun dosaggio, e sulle etichette dichiara apertamente solforosa e analisi, per una trasparenza totale. Accanto alla Cuvée de Réserve, fresca e vinosa, la Cuvée Prestige passa i vini base in barrique usate per un'espressione più ampia e profonda.

Ne nascono Champagne fatti come veri vini, da uve mature: vinosi, freschi e minerali, senza fronzoli, pensati più per la tavola che per il brindisi. La Vallée de la Marne nella sua forma più sincera, da uno dei vignaioli che hanno aperto la strada allo Champagne naturale.

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