Il Chiar'otto è la risposta di Daniele e Chiara Delaini alla domanda su cosa possa essere un rosato di Bardolino quando viene preso sul serio. Il nome porta con sé una storia familiare: "Chiara", anima dell'azienda insieme a Daniele, e "Otto", giorno di giugno in cui è nata Anna, la loro figlia. Ma è il vino, prima ancora del nome, a raccontare qualcosa di insolito: il Chiar'otto è stato il primo rosato del Bardolino fermentato e affinato in legno, una scelta che ha cambiato il modo di intendere il Chiaretto in questa denominazione. Le uve provengono da sei parcelle piantate nel 1966, riunite in un unico corpo sul fianco della collina che sovrasta il paese di Bardolino, coltivate in pergola veronese su suoli morenici a 165 metri sul livello del lago. Vigne vecchie, rese contenute, carattere autentico.
Il Chiar'otto è la risposta di Daniele e Chiara Delaini alla domanda su cosa possa essere un rosato di Bardolino quando viene preso sul serio. Il nome porta con sé una storia familiare: "Chiara", anima dell'azienda insieme a Daniele, e "Otto", giorno di giugno in cui è nata Anna, la loro figlia. Ma è il vino, prima ancora del nome, a raccontare qualcosa di insolito: il Chiar'otto è stato il primo rosato del Bardolino fermentato e affinato in legno, una scelta che ha cambiato il modo di intendere il Chiaretto in questa denominazione. Le uve provengono da sei parcelle piantate nel 1966, riunite in un unico corpo sul fianco della collina che sovrasta il paese di Bardolino, coltivate in pergola veronese su suoli morenici a 165 metri sul livello del lago. Vigne vecchie, rese contenute, carattere autentico.