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Il Friulano di Ferlat è la voce più diretta e territoriale di questa piccola cantina di Cormons, fondata nel 1950 da Silvano Ferlat e oggi condotta da Moreno Ferlat e Federica Tabacchi su 7,5 ettari certificati biologici. Il Friulano — l'ex Tocai, vitigno simbolo del Friuli orientale — cresce qui sul terreno pianeggiante e ghiaioso dell'Isonzo, dove la permeabilità del suolo e la vicinanza al Collio costruiscono un bianco di freschezza precisa e mineralità sapida, senza la struttura imponente che avrebbe su terreni argillosi. Breve macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea in vasche di cemento con i soli lieviti indigeni, affinamento sulle fecce fini: un protocollo essenziale, pensato per non interporre nulla tra il vitigno e il bicchiere. Selezioni massali, inerbimento spontaneo, nessun intervento chimico: il vino che arriva in bottiglia è quello che il Friulano sa dare su questo suolo, in questa annata.
Il Friulano di Ferlat è la voce più diretta e territoriale di questa piccola cantina di Cormons, fondata nel 1950 da Silvano Ferlat e oggi condotta da Moreno Ferlat e Federica Tabacchi su 7,5 ettari certificati biologici. Il Friulano — l'ex Tocai, vitigno simbolo del Friuli orientale — cresce qui sul terreno pianeggiante e ghiaioso dell'Isonzo, dove la permeabilità del suolo e la vicinanza al Collio costruiscono un bianco di freschezza precisa e mineralità sapida, senza la struttura imponente che avrebbe su terreni argillosi. Breve macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea in vasche di cemento con i soli lieviti indigeni, affinamento sulle fecce fini: un protocollo essenziale, pensato per non interporre nulla tra il vitigno e il bicchiere. Selezioni massali, inerbimento spontaneo, nessun intervento chimico: il vino che arriva in bottiglia è quello che il Friulano sa dare su questo suolo, in questa annata.