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Burello è il nome dialettale marchigiano delle piccole lepri pelose che vivono nel vigneto biodinamico di Natalino Crognaletti e che si occupano di tenere bassa l'erba tra i filari.
60%Montepulciano e 40% Sangiovese, da viti più vecchie rispetto a quelle del Vigna di Gino. Fermentazione spontanea in acciaio con lieviti indigeni, macerazione lunga di circa venticinque giorni sulle bucce. L'affinamento è la firma del vino: ventiquattro mesi in botte grande da 28 ettolitri, in modo che il legno cede struttura e ossigenazione lenta senza imporre il proprio gusto. Imbottigliato senza filtrazione, riposo ulteriore di alcuni mesi in bottiglia. Solo cinquemila bottiglie all'anno.
Quello che ne esce è un rosso inusuale: la materia del Montepulciano c'è tutta, ma il tannino è inaspettatamente fine, la struttura è larga e mai aggressiva, il finale è elegante. Naso intenso di mora, prugna scura, tabacco dolce, cacao e una traccia di pepe nero. È uno di quei rossi che cambiano completamente l'idea che ti sei fatto del Montepulciano marchigiano: meno muscoli, più equilibrio, più profondità.
Burello è il nome dialettale marchigiano delle piccole lepri pelose che vivono nel vigneto biodinamico di Natalino Crognaletti e che si occupano di tenere bassa l'erba tra i filari.
60%Montepulciano e 40% Sangiovese, da viti più vecchie rispetto a quelle del Vigna di Gino. Fermentazione spontanea in acciaio con lieviti indigeni, macerazione lunga di circa venticinque giorni sulle bucce. L'affinamento è la firma del vino: ventiquattro mesi in botte grande da 28 ettolitri, in modo che il legno cede struttura e ossigenazione lenta senza imporre il proprio gusto. Imbottigliato senza filtrazione, riposo ulteriore di alcuni mesi in bottiglia. Solo cinquemila bottiglie all'anno.
Quello che ne esce è un rosso inusuale: la materia del Montepulciano c'è tutta, ma il tannino è inaspettatamente fine, la struttura è larga e mai aggressiva, il finale è elegante. Naso intenso di mora, prugna scura, tabacco dolce, cacao e una traccia di pepe nero. È uno di quei rossi che cambiano completamente l'idea che ti sei fatto del Montepulciano marchigiano: meno muscoli, più equilibrio, più profondità.