Non ci sono articoli nel tuo carrello.
oggetti
Non ci sono articoli nel tuo carrello.
Artù è il primo gradino dei rossi importanti di Natalino Crognaletti: quello in cui appare il legno per la prima volta, dove la beva resta centrale ma comincia a costruirsi una struttura, dove le uve provengono da vigneti più vecchi rispetto al ...di Gino Rosso. È in produzione dal 2000 e nei vent'anni di vita è diventato uno dei migliori rapporti qualità prezzo dell'intera gamma di Fattoria San Lorenzo.
Il blend è lo stesso del fratello più giovane: sessanta percento Montepulciano e quaranta percento Sangiovese, ma le uve qui arrivano da vecchi vigneti tra i 300 e i 400 metri sul livello del mare, su suoli argilloso-calcarei molto minerali. Vendemmia tardiva a inizio ottobre, a piena maturazione. Fermentazione spontanea in acciaio con lieviti indigeni, macerazione sulle bucce di circa venticinque giorni, poi venti mesi di affinamento in tonneaux di rovere francese di secondo e terzo passaggio (mai legno nuovo, in casa Crognaletti) e altri quattro mesi di riposo in bottiglia prima dell'uscita.
Il vino che arriva nel bicchiere non assomiglia ai rossi marchigiani truccati di legno e marmellata: è un Marche IGT di vecchia scuola, con il tannino levigato dal tempo lungo del rovere usato, una struttura piena ma mai pesante e una bevibilità che resta l'ossessione di Natalino. Note di ciliegia matura, liquirizia, cacao e una traccia speziata.
Artù è il primo gradino dei rossi importanti di Natalino Crognaletti: quello in cui appare il legno per la prima volta, dove la beva resta centrale ma comincia a costruirsi una struttura, dove le uve provengono da vigneti più vecchi rispetto al ...di Gino Rosso. È in produzione dal 2000 e nei vent'anni di vita è diventato uno dei migliori rapporti qualità prezzo dell'intera gamma di Fattoria San Lorenzo.
Il blend è lo stesso del fratello più giovane: sessanta percento Montepulciano e quaranta percento Sangiovese, ma le uve qui arrivano da vecchi vigneti tra i 300 e i 400 metri sul livello del mare, su suoli argilloso-calcarei molto minerali. Vendemmia tardiva a inizio ottobre, a piena maturazione. Fermentazione spontanea in acciaio con lieviti indigeni, macerazione sulle bucce di circa venticinque giorni, poi venti mesi di affinamento in tonneaux di rovere francese di secondo e terzo passaggio (mai legno nuovo, in casa Crognaletti) e altri quattro mesi di riposo in bottiglia prima dell'uscita.
Il vino che arriva nel bicchiere non assomiglia ai rossi marchigiani truccati di legno e marmellata: è un Marche IGT di vecchia scuola, con il tannino levigato dal tempo lungo del rovere usato, una struttura piena ma mai pesante e una bevibilità che resta l'ossessione di Natalino. Note di ciliegia matura, liquirizia, cacao e una traccia speziata.