Pirocanto nasce da una domanda precisa: cosa succede ai vitigni bianchi della tradizione toscana quando si smette di pressarli subito e li si lascia esprimere lentamente, nel buio di un'anfora? Niccolò Chioccioli Altadonna porta le uve bianche di Gaiole in Chianti dentro anfore di terracotta di Impruneta da 7 ettolitri, le lascia fermentare con i propri lieviti indigeni e le mantiene a contatto con bucce e vinaccioli per circa tre mesi. Non è un bianco nel senso convenzionale del termine: è un vino macerato che acquisisce dall'anfora una mineralità tersa e una sapidità che il legno non potrebbe mai restituire, e dalla macerazione un tannino leggero e una complessità che sorprendono. Il nome unisce fuoco e canto: il fuoco delle fornaci di Impruneta che plasmano il contenitore, il canto del vino che al suo interno prende lentamente forma. Terra, fuoco, acqua e aria: gli stessi quattro elementi che Chioccioli Altadonna mette al centro di tutto ciò che produce.
Pirocanto nasce da una domanda precisa: cosa succede ai vitigni bianchi della tradizione toscana quando si smette di pressarli subito e li si lascia esprimere lentamente, nel buio di un'anfora? Niccolò Chioccioli Altadonna porta le uve bianche di Gaiole in Chianti dentro anfore di terracotta di Impruneta da 7 ettolitri, le lascia fermentare con i propri lieviti indigeni e le mantiene a contatto con bucce e vinaccioli per circa tre mesi. Non è un bianco nel senso convenzionale del termine: è un vino macerato che acquisisce dall'anfora una mineralità tersa e una sapidità che il legno non potrebbe mai restituire, e dalla macerazione un tannino leggero e una complessità che sorprendono. Il nome unisce fuoco e canto: il fuoco delle fornaci di Impruneta che plasmano il contenitore, il canto del vino che al suo interno prende lentamente forma. Terra, fuoco, acqua e aria: gli stessi quattro elementi che Chioccioli Altadonna mette al centro di tutto ciò che produce.