Sanforà nasce da una domanda precisa che Niccolò Chioccioli Altadonna si è posto davanti al vitigno che conosce meglio: cosa succede al Sangiovese quando si smette di vinificarlo nel modo in cui lo si è sempre fatto e lo si affida all'anfora di terracotta di Impruneta? La risposta è questo vino. Non una provocazione, non un esperimento fine a se stesso, ma un Sangiovese in purezza che attraverso uno dei contenitori più antichi della storia del vino acquisisce qualcosa che il legno non può dare: una mineralità tersa, una sapidità viva, una freschezza che resta integra per tutta la durata della macerazione. Sei mesi a contatto con le bucce, i vinaccioli e i lieviti indigeni, con la malolattica che avviene spontaneamente in anfora senza interventi: il vino si costruisce da solo, con i propri strumenti. Il nome racconta i quattro elementi che confluiscono in ogni bottiglia: la terra della vigna soleggiata di Gaiole, il fuoco che forgia l'anfora nelle fornaci di Impruneta, l'acqua del vino che riposa, l'aria del Chianti che osserva dall'alto.
Sanforà nasce da una domanda precisa che Niccolò Chioccioli Altadonna si è posto davanti al vitigno che conosce meglio: cosa succede al Sangiovese quando si smette di vinificarlo nel modo in cui lo si è sempre fatto e lo si affida all'anfora di terracotta di Impruneta? La risposta è questo vino. Non una provocazione, non un esperimento fine a se stesso, ma un Sangiovese in purezza che attraverso uno dei contenitori più antichi della storia del vino acquisisce qualcosa che il legno non può dare: una mineralità tersa, una sapidità viva, una freschezza che resta integra per tutta la durata della macerazione. Sei mesi a contatto con le bucce, i vinaccioli e i lieviti indigeni, con la malolattica che avviene spontaneamente in anfora senza interventi: il vino si costruisce da solo, con i propri strumenti. Il nome racconta i quattro elementi che confluiscono in ogni bottiglia: la terra della vigna soleggiata di Gaiole, il fuoco che forgia l'anfora nelle fornaci di Impruneta, l'acqua del vino che riposa, l'aria del Chianti che osserva dall'alto.