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Il Don Carlino porta un nome che racconta una storia personale. È dedicato allo zio Carlo di Stefano, affettuosamente chiamato Carlino dalla famiglia: avvocato e politico di professione, aveva una passione sconfinata per il vino francese, che trasmise al nipote come un lascito invisibile. Oggi quel nome è su una bottiglia di Pecorino 100%, uno dei vitigni più nobili d'Abruzzo, coltivato senza alcuna scorciatoia chimica su suoli argillosi e calcarei a 290 metri di altitudine a Loreto Aprutino. Un bianco elettrico, verticale e viscerale, che guarda il mare Adriatico in lontananza e ne porta il sale nel finale.
Il Don Carlino porta un nome che racconta una storia personale. È dedicato allo zio Carlo di Stefano, affettuosamente chiamato Carlino dalla famiglia: avvocato e politico di professione, aveva una passione sconfinata per il vino francese, che trasmise al nipote come un lascito invisibile. Oggi quel nome è su una bottiglia di Pecorino 100%, uno dei vitigni più nobili d'Abruzzo, coltivato senza alcuna scorciatoia chimica su suoli argillosi e calcarei a 290 metri di altitudine a Loreto Aprutino. Un bianco elettrico, verticale e viscerale, che guarda il mare Adriatico in lontananza e ne porta il sale nel finale.