Biso in dialetto gardesano significa torbido, e Tenuta La Cà lo porta scritto sull'etichetta senza imbarazzo, anzi con orgoglio. Quella velatura nel bicchiere non è un difetto da nascondere: sono i lieviti vivi che hanno rifermentato il vino in bottiglia e ci sono rimasti, silenziosi e preziosi, fino al momento dell'apertura. Pietro e Aldo Giambenini hanno costruito il Biso intorno a un'idea precisa: prendere il Corvinone in purezza, vitigno autoctono veronese solitamente relegato al ruolo di comprimario nel Bardolino, e farne il protagonista assoluto di un rosato frizzante di metodo ancestrale. Vendemmia nella seconda metà di agosto, prima che l'accumulo di zuccheri ne smussasse la freschezza, vinificazione con il solo mosto fiore, rifermentazione in bottiglia con tiraggio in luna crescente a fine primavera, lieviti che rimangono in sospensione fino all'ultima goccia. Zero zuccheri, zero filtrazioni, zero solfiti aggiunti.
Biso in dialetto gardesano significa torbido, e Tenuta La Cà lo porta scritto sull'etichetta senza imbarazzo, anzi con orgoglio. Quella velatura nel bicchiere non è un difetto da nascondere: sono i lieviti vivi che hanno rifermentato il vino in bottiglia e ci sono rimasti, silenziosi e preziosi, fino al momento dell'apertura. Pietro e Aldo Giambenini hanno costruito il Biso intorno a un'idea precisa: prendere il Corvinone in purezza, vitigno autoctono veronese solitamente relegato al ruolo di comprimario nel Bardolino, e farne il protagonista assoluto di un rosato frizzante di metodo ancestrale. Vendemmia nella seconda metà di agosto, prima che l'accumulo di zuccheri ne smussasse la freschezza, vinificazione con il solo mosto fiore, rifermentazione in bottiglia con tiraggio in luna crescente a fine primavera, lieviti che rimangono in sospensione fino all'ultima goccia. Zero zuccheri, zero filtrazioni, zero solfiti aggiunti.