Antica, ruvida, capace di stupire. La Durella è il vitigno autoctono dei Monti Lessini, sulle colline tra Verona e Vicenza, e deve il suo nome alla durezza della buccia: ricca di tannini, compatta, quasi impermeabile. Nella tradizione contadina veneta era un vitigno scomodo, che dava vini acerbi e difficili da domare, e per questo era stato progressivamente abbandonato. Pochi vignaioli ostinati hanno scelto di non lasciarlo andare.
Il territorio in cui la Durella affonda le radici è geologicamente unico: i suoli dei Lessini si sono formati 35 milioni di anni fa dall'attività vulcanica di un antico fondo marino, e conservano ancora oggi basalti, tufi e minerali rari che nessun altro terroir in Italia può offrire. È da questo sottosuolo che la Durella trae la sua cifra più riconoscibile: una mineralità tagliente, una sapidità petrosa, un'acidità naturale che non si stanca e che nel tempo si trasforma in complessità straordinaria.
Vitigno a bacca bianca, grappolo alato e compatto, matura tardi e richiede pazienza. Ma è proprio questa lentezza a renderla perfetta per il Metodo Classico: nessun altro vitigno italiano regge con tale naturalezza anni di permanenza sui lieviti, mantenendo freschezza e identità intatte anche dopo un decennio in bottiglia. Nelle versioni ferme, la Durella esprime verticalità e tensione, con un profilo aromatico minerale e agrumato che non imita nessuno.
Una varietà che non cerca consensi facili. Per chi vuole capire davvero cosa significhi bere il territorio.
Antica, ruvida, capace di stupire. La Durella è il vitigno autoctono dei Monti Lessini, sulle colline tra Verona e Vicenza, e deve il suo nome alla durezza della buccia: ricca di tannini, compatta, quasi impermeabile. Nella tradizione contadina veneta era un vitigno scomodo, che dava vini acerbi e difficili da domare, e per questo era stato progressivamente abbandonato. Pochi vignaioli ostinati hanno scelto di non lasciarlo andare.
Il territorio in cui la Durella affonda le radici è geologicamente unico: i suoli dei Lessini si sono formati 35 milioni di anni fa dall'attività vulcanica di un antico fondo marino, e conservano ancora oggi basalti, tufi e minerali rari che nessun altro terroir in Italia può offrire. È da questo sottosuolo che la Durella trae la sua cifra più riconoscibile: una mineralità tagliente, una sapidità petrosa, un'acidità naturale che non si stanca e che nel tempo si trasforma in complessità straordinaria.
Vitigno a bacca bianca, grappolo alato e compatto, matura tardi e richiede pazienza. Ma è proprio questa lentezza a renderla perfetta per il Metodo Classico: nessun altro vitigno italiano regge con tale naturalezza anni di permanenza sui lieviti, mantenendo freschezza e identità intatte anche dopo un decennio in bottiglia. Nelle versioni ferme, la Durella esprime verticalità e tensione, con un profilo aromatico minerale e agrumato che non imita nessuno.
Una varietà che non cerca consensi facili. Per chi vuole capire davvero cosa significhi bere il territorio.