Marta Valpiani

Marta Valpiani è una piccola cantina di famiglia sui ripidi pendii della collina di Bagnolo, sopra Castrocaro Terme, a circa 300 metri, in un paesaggio aspro e bellissimo dove lo sguardo spazia tra vigne, boschi, uliveti e i calanchi tipici di queste colline romagnole. Nasce nel 1999 dal sogno di Marta Valpiani e del marito Delio Mazzavillani, che acquistarono i primi ettari di vigna; dopo la prematura scomparsa di Delio, Marta ha portato avanti il progetto, e dal 2009 alla guida c’è la figlia Elisa, con il fratello Massimo in vigna. Una storia curiosa, quella di Elisa: commercialista di formazione e, quando entrò in cantina, perfino astemia.

La tenuta conta 34 ettari, di cui circa 12 vitati, coltivati esclusivamente con i vitigni autoctoni della Romagna: Sangiovese, Albana e Trebbiano Romagnolo. Le vigne crescono su argille azzurre con affioramenti di spungone, la roccia calcarea ricca di fossili marini tipica di queste colline, e respirano l’impronta salina e marina che arriva dalle fonti salsobromoiodiche delle Terme di Castrocaro. Il lavoro segue i principi della biodinamica, nel rispetto delle stagioni e dei cicli lunari, con una cura particolare per la biodiversità: Elisa ha piantato alberi, cespugli, lavanda, ginestre e piante mellifere, che hanno riportato tra i filari farfalle, api selvatiche e uccelli. Accanto alla vigna, la famiglia coltiva anche grani antichi e olivi.

La cantina, costruita nel 2004, è piccola e volutamente semplice, con pochissima tecnologia: come dice Elisa, per fare un vino artigianale servono pochi ingredienti, la pulizia, la totale dedizione e “il fuoco sacro”. Le fermentazioni sono spontanee e i vini maturano in cemento e in legni di diverse dimensioni, accompagnati senza mai essere forzati. Le etichette floreali, disegnate per raccontare la vita della collina, sono diventate il segno riconoscibile della cantina, socia FIVI.

Ne nascono Sangiovese e Albana di precisione, tensione e grande bevibilità, che interpretano la sottozona di Castrocaro con eleganza e un’anima gentile: vini artigianali, sinceri e salini, specchio di una collina e di una famiglia.

Marta Valpiani è una piccola cantina di famiglia sui ripidi pendii della collina di Bagnolo, sopra Castrocaro Terme, a circa 300 metri, in un paesaggio aspro e bellissimo dove lo sguardo spazia tra vigne, boschi, uliveti e i calanchi tipici di queste colline romagnole. Nasce nel 1999 dal sogno di Marta Valpiani e del marito Delio Mazzavillani, che acquistarono i primi ettari di vigna; dopo la prematura scomparsa di Delio, Marta ha portato avanti il progetto, e dal 2009 alla guida c’è la figlia Elisa, con il fratello Massimo in vigna. Una storia curiosa, quella di Elisa: commercialista di formazione e, quando entrò in cantina, perfino astemia.

La tenuta conta 34 ettari, di cui circa 12 vitati, coltivati esclusivamente con i vitigni autoctoni della Romagna: Sangiovese, Albana e Trebbiano Romagnolo. Le vigne crescono su argille azzurre con affioramenti di spungone, la roccia calcarea ricca di fossili marini tipica di queste colline, e respirano l’impronta salina e marina che arriva dalle fonti salsobromoiodiche delle Terme di Castrocaro. Il lavoro segue i principi della biodinamica, nel rispetto delle stagioni e dei cicli lunari, con una cura particolare per la biodiversità: Elisa ha piantato alberi, cespugli, lavanda, ginestre e piante mellifere, che hanno riportato tra i filari farfalle, api selvatiche e uccelli. Accanto alla vigna, la famiglia coltiva anche grani antichi e olivi.

La cantina, costruita nel 2004, è piccola e volutamente semplice, con pochissima tecnologia: come dice Elisa, per fare un vino artigianale servono pochi ingredienti, la pulizia, la totale dedizione e “il fuoco sacro”. Le fermentazioni sono spontanee e i vini maturano in cemento e in legni di diverse dimensioni, accompagnati senza mai essere forzati. Le etichette floreali, disegnate per raccontare la vita della collina, sono diventate il segno riconoscibile della cantina, socia FIVI.

Ne nascono Sangiovese e Albana di precisione, tensione e grande bevibilità, che interpretano la sottozona di Castrocaro con eleganza e un’anima gentile: vini artigianali, sinceri e salini, specchio di una collina e di una famiglia.

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