Noëlla Morantin arriva al vino per scelta, non per eredità. Dopo anni nel mondo della comunicazione e del marketing, decide di ricominciare da capo seguendo una passione coltivata fin dall'infanzia, quando suo padre vinificava per sé le uve di poche vigne di famiglia. Si forma lavorando a fianco di alcuni dei vignaioli più influenti della Loira e della Borgogna, tra cui Agnès e René Mosse, Marc Pesnot e Philippe Pacalet. Nel 2008 prende in gestione i primi 6 ettari di vigneti sulle rive del Cher, a Pouillé, nel Loir-et-Cher, avviando il Domaine che oggi conta circa 8 ettari certificati biologici.
I suoli sono prevalentemente argillo-selciosi su roccia madre calcarea, un terroir che imprime ai vini una mineralità precisa e una struttura lunga. I vitigni coltivati sono Sauvignon Blanc, Gamay, Côt, Cabernet Franc e Chardonnay. Noëlla lavora in vigna senza prodotti di sintesi, privilegia la biodiversità e segue i principi della biodinamica. Le vendemmie sono sempre manuali.
In cantina l'approccio è non interventista: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessuna filtrazione né chiarifica, solfiti ridotti al minimo e aggiunti solo all'imbottigliamento. Noëlla preferisce classificare alcuni vini come Vin de France piuttosto che adeguarsi a disciplinari che vincolerebbero le sue scelte in vigna e in cantina.
Noëlla Morantin arriva al vino per scelta, non per eredità. Dopo anni nel mondo della comunicazione e del marketing, decide di ricominciare da capo seguendo una passione coltivata fin dall'infanzia, quando suo padre vinificava per sé le uve di poche vigne di famiglia. Si forma lavorando a fianco di alcuni dei vignaioli più influenti della Loira e della Borgogna, tra cui Agnès e René Mosse, Marc Pesnot e Philippe Pacalet. Nel 2008 prende in gestione i primi 6 ettari di vigneti sulle rive del Cher, a Pouillé, nel Loir-et-Cher, avviando il Domaine che oggi conta circa 8 ettari certificati biologici.
I suoli sono prevalentemente argillo-selciosi su roccia madre calcarea, un terroir che imprime ai vini una mineralità precisa e una struttura lunga. I vitigni coltivati sono Sauvignon Blanc, Gamay, Côt, Cabernet Franc e Chardonnay. Noëlla lavora in vigna senza prodotti di sintesi, privilegia la biodiversità e segue i principi della biodinamica. Le vendemmie sono sempre manuali.
In cantina l'approccio è non interventista: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessuna filtrazione né chiarifica, solfiti ridotti al minimo e aggiunti solo all'imbottigliamento. Noëlla preferisce classificare alcuni vini come Vin de France piuttosto che adeguarsi a disciplinari che vincolerebbero le sue scelte in vigna e in cantina.