Domaine De La Borde
Domaine de la Borde è il progetto di Julien Mareschal, enologo e pianista jazz che nel 2003, a ventitré anni, ha comprato i primi 3,5 ettari nella Côte de Caillot appena fuori Pupillin, il villaggio dello Jura che si autodefinisce "la capitale del Ploussard". Figlio di cerealicoltori, Julien ha studiato a Digione e lavorato tra Borgogna e Bordeaux prima di tornare nelle sue terre natali con un'idea sola in testa: vini definiti, puliti e dritti, esatta espressione dei terroir jurassiani. Oggi il domaine si estende su 5,5 ettari di valloni marnosi tra 300 e 500 metri di altitudine, condotti in biologico e biodinamica dal 2012, con preparati biodinamici e lavoro del suolo manuale su pendenze che arrivano al 30%. In cantina, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, affinamenti in fûts e foudre, solfiti al minimo. Pierre Overnoy, la leggenda del vino naturale jurassiano, è stato il suo vicino di casa e mentore nei primi anni. I vini di La Borde hanno la precisione di un musicista e la schiettezza di un contadino: Chardonnay minerali dalle marne blu del Lias, un Savagnin ouillé che è un colpo di fulmine (Foudre à Canon, appunto), un Vin Jaune sotto velo per sei anni, e i Ploussard di Pupillin tra i più ricercati dai sommelier europei.
Domaine de la Borde è il progetto di Julien Mareschal, enologo e pianista jazz che nel 2003, a ventitré anni, ha comprato i primi 3,5 ettari nella Côte de Caillot appena fuori Pupillin, il villaggio dello Jura che si autodefinisce "la capitale del Ploussard". Figlio di cerealicoltori, Julien ha studiato a Digione e lavorato tra Borgogna e Bordeaux prima di tornare nelle sue terre natali con un'idea sola in testa: vini definiti, puliti e dritti, esatta espressione dei terroir jurassiani. Oggi il domaine si estende su 5,5 ettari di valloni marnosi tra 300 e 500 metri di altitudine, condotti in biologico e biodinamica dal 2012, con preparati biodinamici e lavoro del suolo manuale su pendenze che arrivano al 30%. In cantina, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, affinamenti in fûts e foudre, solfiti al minimo. Pierre Overnoy, la leggenda del vino naturale jurassiano, è stato il suo vicino di casa e mentore nei primi anni. I vini di La Borde hanno la precisione di un musicista e la schiettezza di un contadino: Chardonnay minerali dalle marne blu del Lias, un Savagnin ouillé che è un colpo di fulmine (Foudre à Canon, appunto), un Vin Jaune sotto velo per sei anni, e i Ploussard di Pupillin tra i più ricercati dai sommelier europei.