Domaine de Courbissac

 

Domaine de Courbissac si trova nel cuore del Minervois, ai piedi della Montagne Noire, all'incrocio tra il Massiccio Centrale e le Cévennes: una delle zone più interessanti del Languedoc, dove l'altitudine, le brezze fresche della montagna e i suoli calcarei e marnosi del Petit Causse producono vini di un'eleganza inattesa per il sud Francia. L'azienda conta 15 ettari piantati a Mourvèdre, Cinsault, Pinot Gris, Listan, Marsanne, Muscat, Syrah e Grenache, con vigne che arrivano fino a 90 anni di età — un patrimonio ampelografico raro, coltivato in biologico certificato e biodinamica, senza pesticidi né erbicidi. La storia inizia nel 2002, quando il regista tedesco Reinhard Brundig si innamora di queste terre e decide di valorizzarne il potenziale. Ma Courbissac non si lascia addomesticare facilmente: per anni i vini cercano la loro identità, finché nel 2013 Brundig incontra Marie-Brunnhilde Claux, giovane vigneronne formatasi a Domaine Gauby e Terroir al Limit. È lei a scrivere la nuova pagina del domaine, introducendo una vinificazione a grappolo intero, dolce, senza estrazione meccanica, con fermentazioni spontanee a lieviti indigeni. Il raspo, contrariamente a quanto si pensi, non porta astringenza ma freschezza, energia, profondità: i vini di Courbissac diventano gentili e morbidi, ma allo stesso tempo significativi, profumati, di una bevibilità rara nel Languedoc. Ogni cuvée è una selezione parcellare — Les Traverses, Roc du Pière, Farradjales, Roc Suzadou, Pandore, Notre Terre, L'Orange — e ognuna racconta un terroir diverso, sempre con la stessa filosofia: il meno possibile, perché la materia parli.

 

Domaine de Courbissac si trova nel cuore del Minervois, ai piedi della Montagne Noire, all'incrocio tra il Massiccio Centrale e le Cévennes: una delle zone più interessanti del Languedoc, dove l'altitudine, le brezze fresche della montagna e i suoli calcarei e marnosi del Petit Causse producono vini di un'eleganza inattesa per il sud Francia. L'azienda conta 15 ettari piantati a Mourvèdre, Cinsault, Pinot Gris, Listan, Marsanne, Muscat, Syrah e Grenache, con vigne che arrivano fino a 90 anni di età — un patrimonio ampelografico raro, coltivato in biologico certificato e biodinamica, senza pesticidi né erbicidi. La storia inizia nel 2002, quando il regista tedesco Reinhard Brundig si innamora di queste terre e decide di valorizzarne il potenziale. Ma Courbissac non si lascia addomesticare facilmente: per anni i vini cercano la loro identità, finché nel 2013 Brundig incontra Marie-Brunnhilde Claux, giovane vigneronne formatasi a Domaine Gauby e Terroir al Limit. È lei a scrivere la nuova pagina del domaine, introducendo una vinificazione a grappolo intero, dolce, senza estrazione meccanica, con fermentazioni spontanee a lieviti indigeni. Il raspo, contrariamente a quanto si pensi, non porta astringenza ma freschezza, energia, profondità: i vini di Courbissac diventano gentili e morbidi, ma allo stesso tempo significativi, profumati, di una bevibilità rara nel Languedoc. Ogni cuvée è una selezione parcellare — Les Traverses, Roc du Pière, Farradjales, Roc Suzadou, Pandore, Notre Terre, L'Orange — e ognuna racconta un terroir diverso, sempre con la stessa filosofia: il meno possibile, perché la materia parli.

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