Sulla riva sinistra della Loira, a sud di Bourges, la collina di Sancerre domina un paesaggio di vigneti, boschi e villaggi bianchi che sembra immutato da secoli. È qui che il Sauvignon Blanc ha trovato una delle sue espressioni più alte e più studiate al mondo: non il vitigno aromatico e immediato che si beve giovane, ma qualcosa di più serio, capace di invecchiare, di sorprendere, di raccontare la differenza tra una roccia e un'altra.
Perché a Sancerre la geologia è tutto. I vigneti poggiano su tre formazioni principali: i calcaires à belemnites (le famose terres blanches), i suoli siliceo-argillosi detti caillottes e le rocce cristalline di silex e ortogneiss. Ciascuna imprime al vino una firma diversa, riconoscibile da chi sa ascoltare. Le terre bianche regalano struttura e longevità, il silex quella mineralità fumosa e quasi selvatica, i caillottes la freschezza più immediata e floreale.
Sancerre non è una denominazione uniforme: è un mosaico di suoli che il Sauvignon Blanc interpreta ogni volta in modo diverso, dal fumoso e quasi salmastrino del silex al più strutturato e longevo delle terres blanches. Vini da aprire con anticipo, da lasciare respirare, da non giudicare al primo sorso.
Sulla riva sinistra della Loira, a sud di Bourges, la collina di Sancerre domina un paesaggio di vigneti, boschi e villaggi bianchi che sembra immutato da secoli. È qui che il Sauvignon Blanc ha trovato una delle sue espressioni più alte e più studiate al mondo: non il vitigno aromatico e immediato che si beve giovane, ma qualcosa di più serio, capace di invecchiare, di sorprendere, di raccontare la differenza tra una roccia e un'altra.
Perché a Sancerre la geologia è tutto. I vigneti poggiano su tre formazioni principali: i calcaires à belemnites (le famose terres blanches), i suoli siliceo-argillosi detti caillottes e le rocce cristalline di silex e ortogneiss. Ciascuna imprime al vino una firma diversa, riconoscibile da chi sa ascoltare. Le terre bianche regalano struttura e longevità, il silex quella mineralità fumosa e quasi selvatica, i caillottes la freschezza più immediata e floreale.
Sancerre non è una denominazione uniforme: è un mosaico di suoli che il Sauvignon Blanc interpreta ogni volta in modo diverso, dal fumoso e quasi salmastrino del silex al più strutturato e longevo delle terres blanches. Vini da aprire con anticipo, da lasciare respirare, da non giudicare al primo sorso.