Materne & Schmitt
Materne & Schmitt è una delle cantine che stanno cambiando il volto della Mosella, la regione più tradizionalista della Germania, e lo fa da uno dei suoi angoli più estremi: la Terrassenmosel, il tratto più ripido, selvaggio e settentrionale del fiume, vicino a Coblenza, dove le vigne si arrampicano su terrazze vertiginose di ardesia tra i villaggi di Winningen, Kobern e Lehmen. È la storia di due amiche, Rebecca Materne e Janina Schmitt, entrambe classe 1982 e nessuna delle due nata in una famiglia di vignaioli: Rebecca dal Ruhr, dopo studi di economia; Janina dal Nord dell'Assia, dopo scienze sociali e un lavoro in un'enoteca di Kassel che le aprì il mondo del vino. Si incontrano a Geisenheim, la grande scuola enologica tedesca, e già allora, in qualche lunga notte, parlano di una cantina insieme.
Dopo la laurea nel 2008 le strade si separano per fare esperienza in mezzo mondo: Sudafrica, California, Provenza per Rebecca; Robert Weil, la Mosella e il Mittelrhein per Janina. Poi il colpo di fortuna: il leggendario Heymann-Löwenstein, riferimento assoluto della Terrassenmosel, cerca un cantiniere, e le due si candidano in coppia. Reinhard Löwenstein accetta di dividere il posto tra loro, e nel 2012, accanto a quel lavoro, nasce il Weingut Materne & Schmitt: prime annate vinificate nella cantina di Löwenstein, poi in una pittoresca vecchia cantina in disuso di Winningen. Il primo vino si chiama Wunschkind, "il bambino desiderato": il loro desiderio più grande, una cantina propria.
Oggi coltivano circa 3,5 ettari sparsi in una quarantina di parcelle, tutte di Riesling, tutte su pendii ripidi o terrazze, tutte su ardesia: vigne vecchie e basse rese, dove i suoli scheletrici e l'alta densità d'impianto costringono le radici a scavare nella roccia. Il lavoro è interamente manuale, tutto l'anno, senza erbicidi, per raccogliere in autunno uve pienamente mature. In cantina la via è purista: nessuna chaptalizzazione, nessuna disacidificazione, nessuna chiarifica, enzima o trattamento di sorta. Breve macerazione sulle bucce di 4-8 ore, sfecciatura naturale per gravità, fermentazione spontanea al 100%, poi un lungo affinamento sui lieviti e imbottigliamenti tardivi, circa undici mesi dopo la vendemmia. Tutti i vini sono rigorosamente secchi.
Il risultato sono Riesling seriamente strutturati, esemplari della Terrassenmosel: dalla texture ricca, vivi, quasi borgognoni nell'ampiezza, ma vinificati con una chiarezza cristallina. La loro intensità non viene né dall'acidità, moderata, né dall'alcol, sorprendentemente contenuto intorno agli 11 gradi: è l'ardesia a incidere i vini e a renderli così precisi, cambiando espressione a ogni ansa del fiume tra Winningen, Kobern e Lehmen. "I nostri vini sono veri tipi di carattere", dicono Rebecca e Janina. Mosel Fine Wines li ha definiti una delle grandi scoperte della Mosella: due donne che hanno trasformato un sogno da studentesse in uno dei Riesling più emozionanti della Germania.
Materne & Schmitt è una delle cantine che stanno cambiando il volto della Mosella, la regione più tradizionalista della Germania, e lo fa da uno dei suoi angoli più estremi: la Terrassenmosel, il tratto più ripido, selvaggio e settentrionale del fiume, vicino a Coblenza, dove le vigne si arrampicano su terrazze vertiginose di ardesia tra i villaggi di Winningen, Kobern e Lehmen. È la storia di due amiche, Rebecca Materne e Janina Schmitt, entrambe classe 1982 e nessuna delle due nata in una famiglia di vignaioli: Rebecca dal Ruhr, dopo studi di economia; Janina dal Nord dell'Assia, dopo scienze sociali e un lavoro in un'enoteca di Kassel che le aprì il mondo del vino. Si incontrano a Geisenheim, la grande scuola enologica tedesca, e già allora, in qualche lunga notte, parlano di una cantina insieme.
Dopo la laurea nel 2008 le strade si separano per fare esperienza in mezzo mondo: Sudafrica, California, Provenza per Rebecca; Robert Weil, la Mosella e il Mittelrhein per Janina. Poi il colpo di fortuna: il leggendario Heymann-Löwenstein, riferimento assoluto della Terrassenmosel, cerca un cantiniere, e le due si candidano in coppia. Reinhard Löwenstein accetta di dividere il posto tra loro, e nel 2012, accanto a quel lavoro, nasce il Weingut Materne & Schmitt: prime annate vinificate nella cantina di Löwenstein, poi in una pittoresca vecchia cantina in disuso di Winningen. Il primo vino si chiama Wunschkind, "il bambino desiderato": il loro desiderio più grande, una cantina propria.
Oggi coltivano circa 3,5 ettari sparsi in una quarantina di parcelle, tutte di Riesling, tutte su pendii ripidi o terrazze, tutte su ardesia: vigne vecchie e basse rese, dove i suoli scheletrici e l'alta densità d'impianto costringono le radici a scavare nella roccia. Il lavoro è interamente manuale, tutto l'anno, senza erbicidi, per raccogliere in autunno uve pienamente mature. In cantina la via è purista: nessuna chaptalizzazione, nessuna disacidificazione, nessuna chiarifica, enzima o trattamento di sorta. Breve macerazione sulle bucce di 4-8 ore, sfecciatura naturale per gravità, fermentazione spontanea al 100%, poi un lungo affinamento sui lieviti e imbottigliamenti tardivi, circa undici mesi dopo la vendemmia. Tutti i vini sono rigorosamente secchi.
Il risultato sono Riesling seriamente strutturati, esemplari della Terrassenmosel: dalla texture ricca, vivi, quasi borgognoni nell'ampiezza, ma vinificati con una chiarezza cristallina. La loro intensità non viene né dall'acidità, moderata, né dall'alcol, sorprendentemente contenuto intorno agli 11 gradi: è l'ardesia a incidere i vini e a renderli così precisi, cambiando espressione a ogni ansa del fiume tra Winningen, Kobern e Lehmen. "I nostri vini sono veri tipi di carattere", dicono Rebecca e Janina. Mosel Fine Wines li ha definiti una delle grandi scoperte della Mosella: due donne che hanno trasformato un sogno da studentesse in uno dei Riesling più emozionanti della Germania.