Villa Papiano

Villa Papiano è una delle voci più alte della Romagna del vino, e la dimostrazione che l'Appennino può dare Sangiovese di livello assoluto. Siamo a Modigliana, al confine tra Romagna e Toscana, lungo la valle stretta e fredda del torrente Ibola: un Appennino primitivo e boscoso a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dove l'azienda vive dentro una vera oasi naturalistica in cui è bandita perfino la caccia. Le vigne, immerse nel bosco, circondano una suggestiva dimora del Quattrocento, e si arrampicano sul versante sud del monte Chioda tra i 450 e i 530 metri: sono "i vigneti sopra le nuvole", su gradonate storiche degli anni Sessanta ristrutturate a partire dal 2001, quando nasce il progetto attuale.

Villa Papiano è la storia di quattro fratelli, e non poteva essere altrimenti quando tuo padre è Remigio Bordini, l'agronomo soprannominato "il Dottore", tra i massimi esperti di Sangiovese in Italia: Francesco Bordini, enologo e agronomo, guida stile e produzione; Maria Rosa cura le relazioni commerciali, Giampaolo la gestione, Enrica l'amministrazione. I suoli raccontano la geologia severa della formazione Marnoso-Arenacea: arenarie magre e povere che regalano alle uve una significativa acidità e quella salinità che è la spina dorsale di ogni vino della casa.

Si coltivano Sangiovese e Albana, e nei vigneti più vecchi il Sangiovese cresce insieme a varietà antiche quasi scomparse come Centesimino, Negretto e Balsamina, secondo la tradizione del campo misto. Le viti sono allevate ad alberello e spalliere basse per sfruttare il calore della terra, inerbite e circondate dal bosco, in agricoltura biologica certificata con un uso minimo di rame. In cantina l'intervento umano è ridotto all'essenziale: solo lieviti autoctoni, fermentazioni spontanee, solfiti bassissimi, nessun artificio. Circa 40.000 bottiglie l'anno, contese per oltre metà dall'estero.

Il risultato è uno stile inconfondibile, che ha contribuito a fare di Modigliana la sottozona più prestigiosa del Sangiovese di Romagna: vini che parlano di luce, fiori e sottobosco, sottili, verticali, salati e longevi. Il Sangiovese di montagna nella sua forma più pura: l'Appennino in un bicchiere.

Villa Papiano è una delle voci più alte della Romagna del vino, e la dimostrazione che l'Appennino può dare Sangiovese di livello assoluto. Siamo a Modigliana, al confine tra Romagna e Toscana, lungo la valle stretta e fredda del torrente Ibola: un Appennino primitivo e boscoso a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dove l'azienda vive dentro una vera oasi naturalistica in cui è bandita perfino la caccia. Le vigne, immerse nel bosco, circondano una suggestiva dimora del Quattrocento, e si arrampicano sul versante sud del monte Chioda tra i 450 e i 530 metri: sono "i vigneti sopra le nuvole", su gradonate storiche degli anni Sessanta ristrutturate a partire dal 2001, quando nasce il progetto attuale.

Villa Papiano è la storia di quattro fratelli, e non poteva essere altrimenti quando tuo padre è Remigio Bordini, l'agronomo soprannominato "il Dottore", tra i massimi esperti di Sangiovese in Italia: Francesco Bordini, enologo e agronomo, guida stile e produzione; Maria Rosa cura le relazioni commerciali, Giampaolo la gestione, Enrica l'amministrazione. I suoli raccontano la geologia severa della formazione Marnoso-Arenacea: arenarie magre e povere che regalano alle uve una significativa acidità e quella salinità che è la spina dorsale di ogni vino della casa.

Si coltivano Sangiovese e Albana, e nei vigneti più vecchi il Sangiovese cresce insieme a varietà antiche quasi scomparse come Centesimino, Negretto e Balsamina, secondo la tradizione del campo misto. Le viti sono allevate ad alberello e spalliere basse per sfruttare il calore della terra, inerbite e circondate dal bosco, in agricoltura biologica certificata con un uso minimo di rame. In cantina l'intervento umano è ridotto all'essenziale: solo lieviti autoctoni, fermentazioni spontanee, solfiti bassissimi, nessun artificio. Circa 40.000 bottiglie l'anno, contese per oltre metà dall'estero.

Il risultato è uno stile inconfondibile, che ha contribuito a fare di Modigliana la sottozona più prestigiosa del Sangiovese di Romagna: vini che parlano di luce, fiori e sottobosco, sottili, verticali, salati e longevi. Il Sangiovese di montagna nella sua forma più pura: l'Appennino in un bicchiere.

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