La Biancara di Angiolino Maule

La Biancara è la cantina di Angiolino Maule, l'uomo che più di ogni altro ha scritto la storia del vino naturale italiano. Tutto comincia nel 1988 sulle colline di Sorio di Gambellara, tra Verona e Vicenza, ai piedi della Lessinia: Angiolino e la moglie Rosamaria, dopo dodici anni di vita da pizzaioli, decidono di dedicarsi alla passione di sempre, la viticoltura, e sui sei ettari acquistati nei primi anni Ottanta, dove hanno costruito casa e cantina, producono il loro primo vino. La sua è una storia di ostinazione: un'infanzia difficile, il padre perso per l'alcol, e la convinzione incrollabile che l'unica strada fosse lavorare in modo naturale, mentre i vicini lo ignoravano o lo deridevano. "Zero chimica in vigna, zero chimica in cantina": il principio da cui non si è mai mosso.

Le vigne crescono sui suoli vulcanici di Gambellara, ricchi di minerali e detriti basaltici lasciati dagli antichi vulcani, che regalano ai bianchi una tensione e una salinità inconfondibili. Il vitigno è quasi solo uno, la Garganega, affiancata da qualche filare di Merlot e dal Tai Rosso coltivato a Sossano, nei Colli Berici. Le regole in vigna sono ferree: nessun diserbante, pesticida o concime chimico, solo un uso limitato di rame e zolfo, conduzione biodinamica, rese bassissime e vendemmia manuale per selezionare al meglio le uve. Dai sei ettari iniziali l'azienda è cresciuta fino a circa diciotto, con una nuova cantina costruita nel 2011, da quando i figli Alessandro e Tommaso hanno affiancato il padre in vigna e in cantina, e Francesco nel commercio.

In cantina l'approccio è di ricerca continua ma senza compromessi: fermentazioni spontanee con i soli lieviti indigeni, nessun controllo della temperatura, brevi macerazioni sulle bucce per i bianchi, affinamenti in botti grandi di rovere, nessuna filtrazione né chiarifica, nessuna micro-ossigenazione, solfiti minimi o del tutto assenti. Nel 2006 Angiolino ha fondato VinNatur, l'associazione che oggi riunisce oltre 130 piccoli vignaioli naturali in tutta Europa e che finanzia la ricerca scientifica sulla salute dei suoli e sulla vinificazione senza solforosa: per Angiolino il vino naturale non è un dogma ma un percorso aperto, fatto di studio e miglioramento costante.

Ne nascono vini vivi, veri e lontani dagli stereotipi: dal Masieri quotidiano al Sassaia, il vino simbolo dell'azienda, fino al Pico da singole vigne, passando per il frizzante Garg'n'go e i rossi. Bianchi agresti e di carattere, energici e minerali, di una bevibilità straordinaria: la Garganega vulcanica secondo il padre del vino naturale italiano.

La Biancara è la cantina di Angiolino Maule, l'uomo che più di ogni altro ha scritto la storia del vino naturale italiano. Tutto comincia nel 1988 sulle colline di Sorio di Gambellara, tra Verona e Vicenza, ai piedi della Lessinia: Angiolino e la moglie Rosamaria, dopo dodici anni di vita da pizzaioli, decidono di dedicarsi alla passione di sempre, la viticoltura, e sui sei ettari acquistati nei primi anni Ottanta, dove hanno costruito casa e cantina, producono il loro primo vino. La sua è una storia di ostinazione: un'infanzia difficile, il padre perso per l'alcol, e la convinzione incrollabile che l'unica strada fosse lavorare in modo naturale, mentre i vicini lo ignoravano o lo deridevano. "Zero chimica in vigna, zero chimica in cantina": il principio da cui non si è mai mosso.

Le vigne crescono sui suoli vulcanici di Gambellara, ricchi di minerali e detriti basaltici lasciati dagli antichi vulcani, che regalano ai bianchi una tensione e una salinità inconfondibili. Il vitigno è quasi solo uno, la Garganega, affiancata da qualche filare di Merlot e dal Tai Rosso coltivato a Sossano, nei Colli Berici. Le regole in vigna sono ferree: nessun diserbante, pesticida o concime chimico, solo un uso limitato di rame e zolfo, conduzione biodinamica, rese bassissime e vendemmia manuale per selezionare al meglio le uve. Dai sei ettari iniziali l'azienda è cresciuta fino a circa diciotto, con una nuova cantina costruita nel 2011, da quando i figli Alessandro e Tommaso hanno affiancato il padre in vigna e in cantina, e Francesco nel commercio.

In cantina l'approccio è di ricerca continua ma senza compromessi: fermentazioni spontanee con i soli lieviti indigeni, nessun controllo della temperatura, brevi macerazioni sulle bucce per i bianchi, affinamenti in botti grandi di rovere, nessuna filtrazione né chiarifica, nessuna micro-ossigenazione, solfiti minimi o del tutto assenti. Nel 2006 Angiolino ha fondato VinNatur, l'associazione che oggi riunisce oltre 130 piccoli vignaioli naturali in tutta Europa e che finanzia la ricerca scientifica sulla salute dei suoli e sulla vinificazione senza solforosa: per Angiolino il vino naturale non è un dogma ma un percorso aperto, fatto di studio e miglioramento costante.

Ne nascono vini vivi, veri e lontani dagli stereotipi: dal Masieri quotidiano al Sassaia, il vino simbolo dell'azienda, fino al Pico da singole vigne, passando per il frizzante Garg'n'go e i rossi. Bianchi agresti e di carattere, energici e minerali, di una bevibilità straordinaria: la Garganega vulcanica secondo il padre del vino naturale italiano.

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