Meggiolaro

Meggiolaro Vini è una piccola cantina artigianale di Brenton, minuscola frazione di Roncà sulle pendici del Monte Calvarina, ai piedi dei Monti Lessini, a cavallo tra le province di Verona e Vicenza. La storia è quella di Cristiana Meggiolaro e Riccardo Roncolato: lei si innamora del vino nel 2000, quasi per caso, durante un corso da sommelier. Due anni dopo arriva il diploma AIS, e da lì una passione che le cambia la vita. Insieme a Riccardo prende una decisione "folle ma piena di cuore": lasciare i vecchi lavori e la routine, comprare dei vigneti e diventare vignaioli, dal 2008, per costruire qualcosa che li rappresentasse davvero.

Il territorio è tra i più affascinanti del Veneto: queste colline erano anticamente dimora di vulcani, che hanno lasciato un'impronta indelebile fatta di scisti, tufi e lave sovrapposti nei millenni, la spina dorsale minerale di ogni loro vino. I vigneti sono piccoli e seguiti pianta per pianta: la vigna più antica di Durella, con 50 anni di età media, a 450 metri in splendida esposizione sud/sud-ovest; un altro vecchio appezzamento di sola Durella sotto un pendio prativo; la Garganega piantata con le loro stesse mani nel 2009 a Roncà; e la giovane vigna di Pinot Nero a 550 metri, la più bisognosa di cure. Tutto intorno, i boschi cingono le vigne garantendo biodiversità.

La filosofia è netta: metodo biologico, nessun diserbo, nessun trattamento chimico, nessun concime di sintesi, solo compost, letame e rimedi naturali, e una sola sostanza "chimica" dichiarata: l'amore per la vita. Vendemmia manuale al momento giusto, e in cantina il minimo intervento possibile: niente additivi chimici né coadiuvanti enologici, per accompagnare l'uva con rispetto verso il vino.

La Durella è la loro bandiera, declinata in tutte le sue voci: dal Sotocà frizzante al Corte Roncolato, Metodo Classico Pas Dosé, fino allo straordinario 132 Lune, che riposa 132 mesi sui lieviti, undici anni. Accanto, la Garganega ferma e passita, il Pinot Nero in rosso e in rosé frizzante. Vini vulcanici, taglienti e sinceri, da una delle realtà più genuine del movimento naturale veneto.

Meggiolaro Vini è una piccola cantina artigianale di Brenton, minuscola frazione di Roncà sulle pendici del Monte Calvarina, ai piedi dei Monti Lessini, a cavallo tra le province di Verona e Vicenza. La storia è quella di Cristiana Meggiolaro e Riccardo Roncolato: lei si innamora del vino nel 2000, quasi per caso, durante un corso da sommelier. Due anni dopo arriva il diploma AIS, e da lì una passione che le cambia la vita. Insieme a Riccardo prende una decisione "folle ma piena di cuore": lasciare i vecchi lavori e la routine, comprare dei vigneti e diventare vignaioli, dal 2008, per costruire qualcosa che li rappresentasse davvero.

Il territorio è tra i più affascinanti del Veneto: queste colline erano anticamente dimora di vulcani, che hanno lasciato un'impronta indelebile fatta di scisti, tufi e lave sovrapposti nei millenni, la spina dorsale minerale di ogni loro vino. I vigneti sono piccoli e seguiti pianta per pianta: la vigna più antica di Durella, con 50 anni di età media, a 450 metri in splendida esposizione sud/sud-ovest; un altro vecchio appezzamento di sola Durella sotto un pendio prativo; la Garganega piantata con le loro stesse mani nel 2009 a Roncà; e la giovane vigna di Pinot Nero a 550 metri, la più bisognosa di cure. Tutto intorno, i boschi cingono le vigne garantendo biodiversità.

La filosofia è netta: metodo biologico, nessun diserbo, nessun trattamento chimico, nessun concime di sintesi, solo compost, letame e rimedi naturali, e una sola sostanza "chimica" dichiarata: l'amore per la vita. Vendemmia manuale al momento giusto, e in cantina il minimo intervento possibile: niente additivi chimici né coadiuvanti enologici, per accompagnare l'uva con rispetto verso il vino.

La Durella è la loro bandiera, declinata in tutte le sue voci: dal Sotocà frizzante al Corte Roncolato, Metodo Classico Pas Dosé, fino allo straordinario 132 Lune, che riposa 132 mesi sui lieviti, undici anni. Accanto, la Garganega ferma e passita, il Pinot Nero in rosso e in rosé frizzante. Vini vulcanici, taglienti e sinceri, da una delle realtà più genuine del movimento naturale veneto.

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