Stella Binaria

Stella Binaria è uno dei progetti più freschi e promettenti della nuova generazione di vignaioli di Montalcino, nato dall'incontro tra Simone Ignesti e Sofia Quercioli, due giovani uniti da un legame profondo e da una visione comune: fare vino come si vive, insieme, ascoltando e restituendo. Entrambi lavorano a Podere Le Ripi, una delle cantine di riferimento del Brunello, e da quell'esperienza hanno costruito il proprio cammino indipendente.

Il nome racconta tutto. In un sistema di stelle binarie, due astri orbitano attorno a un comune centro di massa, scambiandosi materia e luce, diventando più luminosi di quanto potrebbero essere da soli. È così anche per Simone e Sofia: un dialogo continuo tra idee, sensibilità e differenze che si arricchiscono a vicenda. Simone porta la parte più visionaria e poetica, capace di raccontare la vigna con la stessa dolcezza con cui la cura; Sofia ne bilancia la concretezza con un sorriso e leggerezza.

In vigna, a Montalcino, a 380 metri di altitudine, l'approccio è quello di un artigianato contadino e consapevole: osservare prima di intervenire, accompagnare invece di forzare. Le lavorazioni seguono i principi della biodinamica, ma più che una tecnica è una forma di ascolto: ogni pianta è considerata un essere vivente, con la propria personalità e i propri tempi. In cantina si lavora con fermentazioni spontanee e una grande libertà stilistica, con un uso sapiente della macerazione carbonica e semicarbonica per i vini più immediati, e dell'affinamento in barrique esauste per quelli più strutturati.

Per ora Simone e Sofia scelgono volutamente la denominazione IGT Toscana invece del Rosso o del Brunello: è una scelta di libertà, che dà loro lo spazio per sperimentare tecniche diverse senza essere ingabbiati nei disciplinari, e per intercettare la nuova generazione di bevitori che cerca Sangiovese di Montalcino più freschi, agili e territoriali. I primi due millesimi del progetto — da cui il nome "binaria" — danno il nome alle cuvée della linea Campo Base: "La Notte" (2022, annata calda, più scura e tannica) e "Il Giorno" (2023, solare, croccante e immediato), due volti complementari dello stesso Sangiovese. Vini che raccontano gioia, leggerezza e umanità: la stella nascente di Montalcino.

Stella Binaria è uno dei progetti più freschi e promettenti della nuova generazione di vignaioli di Montalcino, nato dall'incontro tra Simone Ignesti e Sofia Quercioli, due giovani uniti da un legame profondo e da una visione comune: fare vino come si vive, insieme, ascoltando e restituendo. Entrambi lavorano a Podere Le Ripi, una delle cantine di riferimento del Brunello, e da quell'esperienza hanno costruito il proprio cammino indipendente.

Il nome racconta tutto. In un sistema di stelle binarie, due astri orbitano attorno a un comune centro di massa, scambiandosi materia e luce, diventando più luminosi di quanto potrebbero essere da soli. È così anche per Simone e Sofia: un dialogo continuo tra idee, sensibilità e differenze che si arricchiscono a vicenda. Simone porta la parte più visionaria e poetica, capace di raccontare la vigna con la stessa dolcezza con cui la cura; Sofia ne bilancia la concretezza con un sorriso e leggerezza.

In vigna, a Montalcino, a 380 metri di altitudine, l'approccio è quello di un artigianato contadino e consapevole: osservare prima di intervenire, accompagnare invece di forzare. Le lavorazioni seguono i principi della biodinamica, ma più che una tecnica è una forma di ascolto: ogni pianta è considerata un essere vivente, con la propria personalità e i propri tempi. In cantina si lavora con fermentazioni spontanee e una grande libertà stilistica, con un uso sapiente della macerazione carbonica e semicarbonica per i vini più immediati, e dell'affinamento in barrique esauste per quelli più strutturati.

Per ora Simone e Sofia scelgono volutamente la denominazione IGT Toscana invece del Rosso o del Brunello: è una scelta di libertà, che dà loro lo spazio per sperimentare tecniche diverse senza essere ingabbiati nei disciplinari, e per intercettare la nuova generazione di bevitori che cerca Sangiovese di Montalcino più freschi, agili e territoriali. I primi due millesimi del progetto — da cui il nome "binaria" — danno il nome alle cuvée della linea Campo Base: "La Notte" (2022, annata calda, più scura e tannica) e "Il Giorno" (2023, solare, croccante e immediato), due volti complementari dello stesso Sangiovese. Vini che raccontano gioia, leggerezza e umanità: la stella nascente di Montalcino.

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