Schioppettino

Lo Schioppettino, conosciuto anche come Ribolla Nera, è uno dei vitigni a bacca rossa autoctoni più affascinanti e identitari del Friuli Venezia Giulia, un rosso di confine che racconta secoli di storia. Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza scritta risale al 1282, in un documento che menzionava vigneti di Schioppettino sulle colline di Prepotto, nella parte più orientale della regione, al confine con la Slovenia. Il suo cuore pulsante è ancora oggi quella vallata chiusa tra Albana e Prepotto, nella valle del fiume Judrio, dove i terreni calcareo-argillosi (la ponca friulana) e le correnti d'aria tra le Alpi Giulie e l'Adriatico creano le condizioni ideali per esprimerne tutta la finezza. Lo Schioppettino ha rischiato di scomparire: negli anni '70 era diventato di fatto fuorilegge, non figurando tra le varietà autorizzate, e solo grazie alla determinazione di alcuni viticoltori di Prepotto, che nel 1977 ottennero una deroga storica, il vitigno è stato salvato dall'estinzione e rilanciato. Nel 2008 è arrivato il riconoscimento della sottozona Colli Orientali del Friuli "Schioppettino di Prepotto". Nel calice è un rosso di eleganza e tensione, mai muscoloso: il suo tratto distintivo è una brillante acidità attorno a cui si costruisce tutto il vino, tannini di grana fine ma decisi, e un bouquet di frutti scuri — lampone, mora, ribes — con una caratteristica e inconfondibile nota di pepe nero, sottobosco e spezie. Con l'affinamento sviluppa un terziario strepitoso: ginepro, foglia di tabacco, tratti balsamici. Non è un vino pirotecnico ma solido, che seduce con un fascino discreto e sussurrato, e che invecchia con grazia. 

Lo Schioppettino, conosciuto anche come Ribolla Nera, è uno dei vitigni a bacca rossa autoctoni più affascinanti e identitari del Friuli Venezia Giulia, un rosso di confine che racconta secoli di storia. Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza scritta risale al 1282, in un documento che menzionava vigneti di Schioppettino sulle colline di Prepotto, nella parte più orientale della regione, al confine con la Slovenia. Il suo cuore pulsante è ancora oggi quella vallata chiusa tra Albana e Prepotto, nella valle del fiume Judrio, dove i terreni calcareo-argillosi (la ponca friulana) e le correnti d'aria tra le Alpi Giulie e l'Adriatico creano le condizioni ideali per esprimerne tutta la finezza. Lo Schioppettino ha rischiato di scomparire: negli anni '70 era diventato di fatto fuorilegge, non figurando tra le varietà autorizzate, e solo grazie alla determinazione di alcuni viticoltori di Prepotto, che nel 1977 ottennero una deroga storica, il vitigno è stato salvato dall'estinzione e rilanciato. Nel 2008 è arrivato il riconoscimento della sottozona Colli Orientali del Friuli "Schioppettino di Prepotto". Nel calice è un rosso di eleganza e tensione, mai muscoloso: il suo tratto distintivo è una brillante acidità attorno a cui si costruisce tutto il vino, tannini di grana fine ma decisi, e un bouquet di frutti scuri — lampone, mora, ribes — con una caratteristica e inconfondibile nota di pepe nero, sottobosco e spezie. Con l'affinamento sviluppa un terziario strepitoso: ginepro, foglia di tabacco, tratti balsamici. Non è un vino pirotecnico ma solido, che seduce con un fascino discreto e sussurrato, e che invecchia con grazia. 

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