Corte Marconi

Corte Marconi è una piccola realtà a conduzione familiare nata nel 2019 nel cuore della Valpolicella Classica, a Negrar di Valpolicella. Le radici della famiglia affondano nella terra cimbra di Sant'Anna d'Alfaedo, sui monti della Lessinia, dove da generazioni ci si dedica all'agricoltura e all'allevamento: fare vino è il loro modo di raccontare il legame profondo con il territorio in cui sono nati e cresciuti. E quell'eredità cimbra — la lingua antica di origine germanica parlata per secoli sugli altipiani veronesi — vive in ogni etichetta: Baimara significa "frutto della vite", Ròas "fiore", Rhèba "pianta di vite", Màrask "ciliegia", Àiba è simbolo di vita, Fèffar "pepe".

La produzione è volutamente piccola: circa 10.000 bottiglie all'anno, da uve biologiche coltivate con pratiche di agricoltura rigenerativa su suoli calcarei. In cantina la filosofia è di minima interferenza: vinificazioni separate per parcella, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e interventi misurati che lasciano spazio alla personalità delle uve e del suolo. La ricerca costante è quella di freschezza, autenticità ed equilibrio — una lettura contemporanea e agile della Valpolicella, lontana dalle versioni opulente e concentrate.

La gamma percorre tutta la tradizione della Valpolicella Classica con i vitigni storici — Corvina, Corvinone, Rondinella — dal Valpolicella Classico quotidiano al Superiore, dal Ripasso (rifermentato sulle vinacce dell'Amarone e affinato 18 mesi in tonneaux) fino all'Amarone Classico, da uve raccolte in leggero anticipo e appassite 60 giorni per preservare freschezza e acidità. Accanto ai classici, due piccole gemme identitarie: il Fèffar, da pochi filari della rara uva Pelara dalle tipiche note speziate, prodotto in appena 600 bottiglie, e l'Àiba, spumante Brut Rosé che valorizza la Molinara. Una nuova generazione della Valpolicella: sincera, fresca e profondamente legata alla propria terra.

Corte Marconi è una piccola realtà a conduzione familiare nata nel 2019 nel cuore della Valpolicella Classica, a Negrar di Valpolicella. Le radici della famiglia affondano nella terra cimbra di Sant'Anna d'Alfaedo, sui monti della Lessinia, dove da generazioni ci si dedica all'agricoltura e all'allevamento: fare vino è il loro modo di raccontare il legame profondo con il territorio in cui sono nati e cresciuti. E quell'eredità cimbra — la lingua antica di origine germanica parlata per secoli sugli altipiani veronesi — vive in ogni etichetta: Baimara significa "frutto della vite", Ròas "fiore", Rhèba "pianta di vite", Màrask "ciliegia", Àiba è simbolo di vita, Fèffar "pepe".

La produzione è volutamente piccola: circa 10.000 bottiglie all'anno, da uve biologiche coltivate con pratiche di agricoltura rigenerativa su suoli calcarei. In cantina la filosofia è di minima interferenza: vinificazioni separate per parcella, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni e interventi misurati che lasciano spazio alla personalità delle uve e del suolo. La ricerca costante è quella di freschezza, autenticità ed equilibrio — una lettura contemporanea e agile della Valpolicella, lontana dalle versioni opulente e concentrate.

La gamma percorre tutta la tradizione della Valpolicella Classica con i vitigni storici — Corvina, Corvinone, Rondinella — dal Valpolicella Classico quotidiano al Superiore, dal Ripasso (rifermentato sulle vinacce dell'Amarone e affinato 18 mesi in tonneaux) fino all'Amarone Classico, da uve raccolte in leggero anticipo e appassite 60 giorni per preservare freschezza e acidità. Accanto ai classici, due piccole gemme identitarie: il Fèffar, da pochi filari della rara uva Pelara dalle tipiche note speziate, prodotto in appena 600 bottiglie, e l'Àiba, spumante Brut Rosé che valorizza la Molinara. Una nuova generazione della Valpolicella: sincera, fresca e profondamente legata alla propria terra.

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