Carema

Il Carema DOC è una delle denominazioni più piccole, eroiche e affascinanti d'Italia: un anfiteatro di terrazzamenti scavato nella montagna all'estremo nord del Piemonte, dove la valle della Dora Baltea si stringe al confine con la Valle d'Aosta. Qui il Nebbiolo — che i caremesi chiamano Picotendro — cresce tra i 300 e i 700 metri di altitudine in condizioni che definire estreme è poco: terrazze sorrette da chilometri di muretti a secco costruiti a mano nei secoli, e le iconiche "topie", le pergole tradizionali sostenute da colonne in pietra tronco-coniche, i "pilun", che accumulano il calore del sole durante il giorno e lo restituiscono alle viti nella notte. Mario Soldati descrisse Carema come la "città-vigneto" e il suo vino come quello "dal gusto di sole e di roccia": nessuna definizione è mai stata più precisa.

I suoli sono morenici, sabbioso-limosi, magri e acidi, ricchi di silicio, di origine glaciale e alluvionale: terre povere strappate alla montagna, che obbligano a rese bassissime e a una viticoltura interamente manuale, dove ogni gesto — dalla potatura alla vendemmia in cassette portate a spalla — ha il sapore dell'impresa. Il clima alpino, con forti escursioni termiche tra giorno e notte, regala al Nebbiolo maturazioni lente e tardive, spesso fino a metà ottobre.

La DOC nasce nel 1967, ma per decenni la denominazione ha rischiato di scomparire, ridotta a una manciata di ettari e a due sole cantine di riferimento. Poi, dal 2015, la rinascita: una nuova generazione di vignaioli ha iniziato a recuperare le terrazze abbandonate, parcella dopo parcella, riportando Carema sulla mappa dei grandi vini di montagna e facendone uno dei territori più ricercati dagli appassionati di tutto il mondo.

Il Carema è un Nebbiolo che non assomiglia a nessun altro: colore scarico e luminoso, struttura slanciata e verticale, profumi di piccoli frutti rossi, rosa, erbe alpine, spezie e roccia, un'acidità vibrante e tannini finissimi che regalano longevità sorprendenti. La nostra selezione raccoglie i protagonisti di questa rinascita: il vino di montagna nella sua forma più pura, eroica e commovente.

Il Carema DOC è una delle denominazioni più piccole, eroiche e affascinanti d'Italia: un anfiteatro di terrazzamenti scavato nella montagna all'estremo nord del Piemonte, dove la valle della Dora Baltea si stringe al confine con la Valle d'Aosta. Qui il Nebbiolo — che i caremesi chiamano Picotendro — cresce tra i 300 e i 700 metri di altitudine in condizioni che definire estreme è poco: terrazze sorrette da chilometri di muretti a secco costruiti a mano nei secoli, e le iconiche "topie", le pergole tradizionali sostenute da colonne in pietra tronco-coniche, i "pilun", che accumulano il calore del sole durante il giorno e lo restituiscono alle viti nella notte. Mario Soldati descrisse Carema come la "città-vigneto" e il suo vino come quello "dal gusto di sole e di roccia": nessuna definizione è mai stata più precisa.

I suoli sono morenici, sabbioso-limosi, magri e acidi, ricchi di silicio, di origine glaciale e alluvionale: terre povere strappate alla montagna, che obbligano a rese bassissime e a una viticoltura interamente manuale, dove ogni gesto — dalla potatura alla vendemmia in cassette portate a spalla — ha il sapore dell'impresa. Il clima alpino, con forti escursioni termiche tra giorno e notte, regala al Nebbiolo maturazioni lente e tardive, spesso fino a metà ottobre.

La DOC nasce nel 1967, ma per decenni la denominazione ha rischiato di scomparire, ridotta a una manciata di ettari e a due sole cantine di riferimento. Poi, dal 2015, la rinascita: una nuova generazione di vignaioli ha iniziato a recuperare le terrazze abbandonate, parcella dopo parcella, riportando Carema sulla mappa dei grandi vini di montagna e facendone uno dei territori più ricercati dagli appassionati di tutto il mondo.

Il Carema è un Nebbiolo che non assomiglia a nessun altro: colore scarico e luminoso, struttura slanciata e verticale, profumi di piccoli frutti rossi, rosa, erbe alpine, spezie e roccia, un'acidità vibrante e tannini finissimi che regalano longevità sorprendenti. La nostra selezione raccoglie i protagonisti di questa rinascita: il vino di montagna nella sua forma più pura, eroica e commovente.

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