Domaine Amélie Guillot
Nel 1995 Amélie Guillot, borgognona, arriva nel Jura per uno stage dopo gli studi di enologia a Beaune, e non se ne va più: la conquistano le persone, i paesaggi e quei vini ossidativi che non assomigliano a nessun altro. Compra due ettari di vecchie vigne di quarant’anni attorno a un rudere di Molamboz, un villaggio isolato a dieci chilometri da Arbois, e lo trasforma in una microcantina. Trent’anni dopo il domaine è ancora minuscolo, poco più di tre ettari, e Amélie fa tutto da sola.
In vigna coltiva i quattro vitigni storici del Jura: Poulsard e Trousseau per i rossi, Savagnin e Chardonnay per i bianchi, lavorati in biodinamica su marne e calcari. In cantina lieviti indigeni, vecchie botti e la pazienza di chi conosce i tempi lunghi della regione: il Savagnin esce ouillé, fresco e tagliente, oppure sotto velo, e nelle annate migliori riposa almeno sei anni per diventare Vin Jaune.
I suoi vini sono tra i più fini e discreti del Jura: rossi stratificati di piccoli frutti rossi e fiori, bianchi sottili ed eleganti, con una mineralità marcata e una freschezza alpina, e un Vin Jaune di nocciola e spezie dalla complessità rara. Un’artigiana vera, in uno dei villaggi più nascosti di Francia.
Nel 1995 Amélie Guillot, borgognona, arriva nel Jura per uno stage dopo gli studi di enologia a Beaune, e non se ne va più: la conquistano le persone, i paesaggi e quei vini ossidativi che non assomigliano a nessun altro. Compra due ettari di vecchie vigne di quarant’anni attorno a un rudere di Molamboz, un villaggio isolato a dieci chilometri da Arbois, e lo trasforma in una microcantina. Trent’anni dopo il domaine è ancora minuscolo, poco più di tre ettari, e Amélie fa tutto da sola.
In vigna coltiva i quattro vitigni storici del Jura: Poulsard e Trousseau per i rossi, Savagnin e Chardonnay per i bianchi, lavorati in biodinamica su marne e calcari. In cantina lieviti indigeni, vecchie botti e la pazienza di chi conosce i tempi lunghi della regione: il Savagnin esce ouillé, fresco e tagliente, oppure sotto velo, e nelle annate migliori riposa almeno sei anni per diventare Vin Jaune.
I suoi vini sono tra i più fini e discreti del Jura: rossi stratificati di piccoli frutti rossi e fiori, bianchi sottili ed eleganti, con una mineralità marcata e una freschezza alpina, e un Vin Jaune di nocciola e spezie dalla complessità rara. Un’artigiana vera, in uno dei villaggi più nascosti di Francia.