Romain Hénin

Romain Hénin è uno dei giovani vignaioli più radicali e affascinanti della Champagne contemporanea. Il dominio nasce ad Aÿ, nel cuore della Montagne de Reims, fondato dal padre Pascal Hénin, récoltant-manipulant e vignaiolo indipendente. Dal 2021 Romain ha preso in mano vigneto e vinificazioni, forte dell'esperienza maturata accanto a nomi come Sébastien Mouzon e Henri Giraud, e ha dato vita a una nuova struttura dal nome che è già un manifesto: La Bulle Libre, la bolla libera.

La sua visione è netta e senza compromessi: produrre Champagne totalmente "0-0", ovvero senza alcun intrant e senza solfiti aggiunti — una scelta rarissima e coraggiosa in una regione dove la tecnica e l'intervento enologico sono la norma. Il dominio è in conversione alla biodinamica sull'intera superficie, e tutto il lavoro in cantina avviene per gravità, senza pompe, per preservare l'energia naturale del vino.

Il vigneto si distribuisce su alcuni dei grandi terroir della Champagne: i Grand Cru di Aÿ e Chouilly, i Premier Cru di Mareuil-sur-Aÿ e Dizy, e la Vallée de la Marne a Cerseuil e Troissy. Questa diversità permette di valorizzare al meglio i tre vitigni principali della denominazione — Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay — nei suoi assemblaggi, dove il Meunier gioca spesso un ruolo da protagonista.

I suoi Champagne sono vivi, tesi, salini e vibranti: vini sinceri e senza maschere, che cambiano ed evolvono nel bicchiere, capaci di emozionare chi cerca espressioni pure e naturali della grande Champagne. 

Romain Hénin è uno dei giovani vignaioli più radicali e affascinanti della Champagne contemporanea. Il dominio nasce ad Aÿ, nel cuore della Montagne de Reims, fondato dal padre Pascal Hénin, récoltant-manipulant e vignaiolo indipendente. Dal 2021 Romain ha preso in mano vigneto e vinificazioni, forte dell'esperienza maturata accanto a nomi come Sébastien Mouzon e Henri Giraud, e ha dato vita a una nuova struttura dal nome che è già un manifesto: La Bulle Libre, la bolla libera.

La sua visione è netta e senza compromessi: produrre Champagne totalmente "0-0", ovvero senza alcun intrant e senza solfiti aggiunti — una scelta rarissima e coraggiosa in una regione dove la tecnica e l'intervento enologico sono la norma. Il dominio è in conversione alla biodinamica sull'intera superficie, e tutto il lavoro in cantina avviene per gravità, senza pompe, per preservare l'energia naturale del vino.

Il vigneto si distribuisce su alcuni dei grandi terroir della Champagne: i Grand Cru di Aÿ e Chouilly, i Premier Cru di Mareuil-sur-Aÿ e Dizy, e la Vallée de la Marne a Cerseuil e Troissy. Questa diversità permette di valorizzare al meglio i tre vitigni principali della denominazione — Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay — nei suoi assemblaggi, dove il Meunier gioca spesso un ruolo da protagonista.

I suoi Champagne sono vivi, tesi, salini e vibranti: vini sinceri e senza maschere, che cambiano ed evolvono nel bicchiere, capaci di emozionare chi cerca espressioni pure e naturali della grande Champagne. 

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