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Campo delle Oche nasce dal cuore del vigneto Le Oche, lo stesso da cui Natalino Crognaletti prende anche l'altro Verdicchio della casa, ma con una selezione completamente diversa: uno o due grappoli per pianta, scelti uno per uno, dalle viti più vecchie. È nato come Riserva e Natalino lo ha poi consapevolmente declassato a Marche IGT per avere mano libera in vigna e in cantina, fuori dai vincoli del disciplinare. Il vigneto è quello esposto a sud-ovest, a circa 380 metri sul livello del mare, su suoli sabbioso-argillosi che danno tensione e profondità minerale al Verdicchio.
È uno dei Verdicchi più profondi e più longevi che si possano bere nelle Marche, e uno dei vini bianchi che meglio raccontano cosa diventa un vitigno del Centro Italia quando lo si lascia esprimere senza forzature. Naso stratificato di frutta matura, miele, ginestra, zafferano e idrocarburo, bocca densa e salata insieme, finale interminabile. Da aprire ora per capirlo o da aspettare cinque o dieci anni per vederlo aprirsi davvero.
Campo delle Oche nasce dal cuore del vigneto Le Oche, lo stesso da cui Natalino Crognaletti prende anche l'altro Verdicchio della casa, ma con una selezione completamente diversa: uno o due grappoli per pianta, scelti uno per uno, dalle viti più vecchie. È nato come Riserva e Natalino lo ha poi consapevolmente declassato a Marche IGT per avere mano libera in vigna e in cantina, fuori dai vincoli del disciplinare. Il vigneto è quello esposto a sud-ovest, a circa 380 metri sul livello del mare, su suoli sabbioso-argillosi che danno tensione e profondità minerale al Verdicchio.
È uno dei Verdicchi più profondi e più longevi che si possano bere nelle Marche, e uno dei vini bianchi che meglio raccontano cosa diventa un vitigno del Centro Italia quando lo si lascia esprimere senza forzature. Naso stratificato di frutta matura, miele, ginestra, zafferano e idrocarburo, bocca densa e salata insieme, finale interminabile. Da aprire ora per capirlo o da aspettare cinque o dieci anni per vederlo aprirsi davvero.