Vigna Flor

Vigna Flor è una piccola realtà artigiana rigorosamente naturale dei Colli Euganei, in Veneto, condotta da Francesca Gozzo e Davide Boldrin e dedicata alla loro piccola figlia Flora, da cui il nome. Il progetto nasce nel 2020 su poco più di due ettari di vigne distribuite tra Cinto Euganeo (Monte Partizon e Monte Cinto) e i pressi di , con un ettaro in affitto sul Monte Gemola, la collina simbolo della viticoltura di qualità della zona. Sono terre tra suolo calcareo e vulcanico, antichi fondali marini terrazzati, esposti a sud, dove la biodiversità è di casa: timo, ortica, menta selvatica, asparago, perfino una pianta di cappero che spunta dalla roccia come a Pantelleria.

La filosofia di Francesca e Davide è radicale e coerente, con un background che arriva in dote da un maestro come Lorenzo Corino e dalla sua idea di agricoltura che preserva il terreno, la vite e l'uomo. Vigne vecchie fino a quarant'anni, spesso impiantate a vitigni misti sullo stesso filare, Moscato Giallo e Moscato Bianco, Garganega, Pinella, Carmenère, Incrocio Manzoni, Friulano, Glera, Marzemina, secondo la tradizione antica del campo misto. In cantina l'intervento è ridotto al minimo assoluto: diraspatura manuale, fermentazioni spontanee, vinificazione in vasche di acciaio e vetroresina e in giare di terracotta, nessun additivo enologico, solforosa bandita in ogni fase, imbottigliamento per caduta. Vini "allevati liberi", come amano definirli.

I nomi delle etichette sono piccoli versi poetici — Il battito del sole, Sotto la pelle, Come lunghi baci, Me l'ha detto il vento — e raccontano un approccio al vino che è prima di tutto una visione del mondo: fare vini in armonia con uomini, animali e piante, senza la volontà di stupire. Il risultato è una gamma di bianchi macerati, orange e rossi di grande identità, dove il terroir forte dei Colli Euganei vince sul vitigno: vini vibranti, solari e profondamente vivi.

Vigna Flor è una piccola realtà artigiana rigorosamente naturale dei Colli Euganei, in Veneto, condotta da Francesca Gozzo e Davide Boldrin e dedicata alla loro piccola figlia Flora, da cui il nome. Il progetto nasce nel 2020 su poco più di due ettari di vigne distribuite tra Cinto Euganeo (Monte Partizon e Monte Cinto) e i pressi di , con un ettaro in affitto sul Monte Gemola, la collina simbolo della viticoltura di qualità della zona. Sono terre tra suolo calcareo e vulcanico, antichi fondali marini terrazzati, esposti a sud, dove la biodiversità è di casa: timo, ortica, menta selvatica, asparago, perfino una pianta di cappero che spunta dalla roccia come a Pantelleria.

La filosofia di Francesca e Davide è radicale e coerente, con un background che arriva in dote da un maestro come Lorenzo Corino e dalla sua idea di agricoltura che preserva il terreno, la vite e l'uomo. Vigne vecchie fino a quarant'anni, spesso impiantate a vitigni misti sullo stesso filare, Moscato Giallo e Moscato Bianco, Garganega, Pinella, Carmenère, Incrocio Manzoni, Friulano, Glera, Marzemina, secondo la tradizione antica del campo misto. In cantina l'intervento è ridotto al minimo assoluto: diraspatura manuale, fermentazioni spontanee, vinificazione in vasche di acciaio e vetroresina e in giare di terracotta, nessun additivo enologico, solforosa bandita in ogni fase, imbottigliamento per caduta. Vini "allevati liberi", come amano definirli.

I nomi delle etichette sono piccoli versi poetici — Il battito del sole, Sotto la pelle, Come lunghi baci, Me l'ha detto il vento — e raccontano un approccio al vino che è prima di tutto una visione del mondo: fare vini in armonia con uomini, animali e piante, senza la volontà di stupire. Il risultato è una gamma di bianchi macerati, orange e rossi di grande identità, dove il terroir forte dei Colli Euganei vince sul vitigno: vini vibranti, solari e profondamente vivi.

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