{"title":"Cavallotto","description":"\u003cp class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" dir=\"ltr\"\u003e\u003cstrong\u003eCavallotto\u003c\/strong\u003e è una delle grandi famiglie storiche del \u003cstrong\u003eBarolo\u003c\/strong\u003e, sinonimo da quasi un secolo di una collina intera: il \u003cstrong\u003eBricco Boschis\u003c\/strong\u003e di \u003cstrong\u003eCastiglione Falletto\u003c\/strong\u003e, nel cuore geografico della denominazione. La storia della collina è già leggenda: un tempo chiamata Monte della Guardia, apparteneva a \u003cstrong\u003eJuliette Colbert, l'ultima Marchesa di Barolo\u003c\/strong\u003e — colei che \"inventò\" il Barolo moderno — che la lasciò a \u003cstrong\u003eGiuseppe Boschis\u003c\/strong\u003e, l'uomo che ne lavorava le vigne, dandole così il nome attuale. Nel \u003cstrong\u003e1928\u003c\/strong\u003e il bisnonno \u003cstrong\u003eGiacomo Cavallotto\u003c\/strong\u003e acquisì l'intera proprietà, e da allora la famiglia non l'ha mai lasciata: nel \u003cstrong\u003e1946\u003c\/strong\u003e, tra i primi coltivatori della zona, \u003cstrong\u003eOlivio e Gildo\u003c\/strong\u003e iniziarono a vinificare in proprio tutta la produzione, e nel \u003cstrong\u003e1948\u003c\/strong\u003e uscì la prima bottiglia con l'etichetta Cavallotto. Nel \u003cstrong\u003e1989\u003c\/strong\u003e si aggiunse un altro pezzo di storia: il 60% dello storico \u003cstrong\u003ecru Vignolo\u003c\/strong\u003e. Oggi l'azienda è guidata dalla \u003cstrong\u003equarta generazione\u003c\/strong\u003e — \u003cstrong\u003eAlfio, Giuseppe e Laura\u003c\/strong\u003e — nati e cresciuti sul Bricco.\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" dir=\"ltr\"\u003eI \u003cstrong\u003e25 ettari di vigneti\u003c\/strong\u003e hanno tre caratteristiche uniche: formano un \u003cstrong\u003ecorpo unico\u003c\/strong\u003e attorno alla cantina, tra i cru \u003cstrong\u003eBricco Boschis e Vignolo\u003c\/strong\u003e; sono \u003cstrong\u003einteramente di proprietà\u003c\/strong\u003e; e sono coltivati con un approccio pionieristico di \u003cstrong\u003eagricoltura sostenibile\u003c\/strong\u003e — la famiglia fu tra le prime in Langa ad adottare l'\u003cstrong\u003einerbimento controllato e la lotta integrata\u003c\/strong\u003e, abbandonando diserbanti e insetticidi già dagli anni Settanta. Le esposizioni a \u003cstrong\u003esud e sud-ovest\u003c\/strong\u003e e i suoli con una consistente \u003cstrong\u003ecomponente sabbiosa\u003c\/strong\u003e regalano ai vini la finezza e la freschezza tipiche di Castiglione Falletto, da impianti che affondano le radici anche negli anni Venti, Trenta e Quaranta.\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"font-claude-response-body break-words whitespace-normal\" dir=\"ltr\"\u003eIn cantina lo stile è \u003cstrong\u003efedelmente tradizionalista\u003c\/strong\u003e, un omaggio consapevole alle generazioni che hanno costruito questa storia: \u003cstrong\u003elunghe macerazioni\u003c\/strong\u003e e affinamenti pazienti in \u003cstrong\u003egrandi botti di rovere di Slavonia\u003c\/strong\u003e, senza mode né scorciatoie. Ne nascono \u003cstrong\u003eBarolo eleganti e signorili, potenti e longevi\u003c\/strong\u003e — dal \u003cstrong\u003eBricco Boschis\u003c\/strong\u003e alle due monumentali \u003cstrong\u003eRiserve, Vigna San Giuseppe e Vignolo\u003c\/strong\u003e — affiancati dagli altri vini di famiglia: Langhe Nebbiolo, Barbera d'Alba, Dolcetto, la rara \u003cstrong\u003eFreisa\u003c\/strong\u003e, il Grignolino \"Grign\" e il curioso \u003cstrong\u003ePinner\u003c\/strong\u003e, Pinot Nero vinificato in bianco. Un monumento del Barolo classico, sempre più ammirato nel mondo.\u003c\/p\u003e","products":[],"url":"https:\/\/wivood.com\/en\/collections\/cavallotto.oembed","provider":"Wivood","version":"1.0","type":"link"}