Jakot 100 cl Venezia Giulia Bianco IGT 2020 Radikon
Jakot è "Tokaj" scritto al contrario — e il nome non è un gioco casuale. Quando l'Unione Europea vietò all'Italia l'uso della denominazione Tocai per il suo vitigno autoctono friulano, Stanko Radikon rispose ribaltando la parola e tenendola comunque in etichetta. Un gesto di identità prima che di polemica. Il Friulano cresce sulle stesse colline di Oslavia dove cresce la Ribolla, sulla stessa Ponka: la marna argillosa stratificata che in profondità diventa dura come roccia e che rilascia minerali con pazienza. Ma il Friulano è un vitigno diverso: più polposo, più materico, con una struttura più densa e una profondità olfattiva che nelle mani di Radikon diventa qualcosa di difficile da paragonare a qualsiasi altro bianco italiano. Macerazione di 3-4 mesi in tini troncoconici di rovere, quattro follature manuali al giorno per tenere le bucce immerse, poi oltre tre anni in botti grandi, poi 18 mesi in bottiglia. Nessuna filtrazione, nessun solfito, nessuna chiarifica. Il vino esce sul mercato a sei anni dalla vendemmia. Oggi la cantina è condotta da Saša Radikon, che ne porta avanti la filosofia senza cambiarne una virgola.
Il formato da 1 litro è una scelta precisa di Radikon, pensata per un vino da tavola nel senso più autentico del termine: da condividere, da stappare senza cerimonie, da finire insieme.
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Dettagli Prodotto
Denominazione |
Venezia Giulia IGT |
|---|---|
Vitigni |
Tocai Friulano 100% |
Regione |
Friuli-Venezia Giulia |
Gradazione |
13,5% |
Formato |
100 cl |
Vinificazione |
Diraspapigiatura, fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerazione sulle bucce 3-4 mesi in tini troncoconici di rovere aperti, senza controllo della temperatura, con 3-4 follature manuali al giorno. I tini vengono colmati e chiusi a fine fermentazione alcolica, il vino rimane a contatto con le bucce per l'intera durata della macerazione. Svinatura e affinamento in botti di rovere da 25-35 hl per 40-42 mesi, con travasi frequenti se necessario. 18 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. |
Profumo |
Al naso è intenso e complesso: mandorla, frutta disidratata, albicocca candita, miele, note smaltate, vaniglia, spezie. Con il tempo nel bicchiere emergono sentori erbacei, fungo e sottobosco. |
Gusto |
In bocca è ampio, materico e profondo: trama voluminosa, tannino fine ma presente, acidità bilanciata dalla struttura, finale di straordinaria persistenza su note di mandorla e pietra. Il più polposo e "carnoso" dei vini bianchi di Radikon. |
Abbinamento |
Frittate, paste ripiene, piatti a base di funghi e tartufo, carni bianche strutturate, zuppe di pesce, formaggi stagionati. Ottimo da solo come vino da meditazione. |
