Fossivento prende il nome dai venti che percorrono le colline del Chianti senese, e porta con sé tutta l'energia di un territorio che Niccolò Chioccioli Altadonna conosce dall'infanzia. È il Chianti Classico più diretto e territoriale della gamma: Sangiovese in prevalenza, con una piccola quota di Syrah, vitigno che in Toscana ha trovato una seconda casa e che qui aggiunge profondità senza togliere identità. Il nome è anche un omaggio implicito a Cecco Angiolieri, il poeta medievale senese che cantava la propria rabbia contro il mondo: "se fossi vento lo tempesterei". Ma il Fossivento non ha la rabbia del poeta: ha la sua stessa vitalità, la sua franchezza, quella capacità di dire le cose con forza senza perdere eleganza. Rese bassissime, attorno ai 35 ettolitri per ettaro, e una vinificazione che unisce la tradizione dell'acciaio alla sperimentazione dell'anfora: metà mosto fermenta in terracotta di Impruneta, metà in acciaio, poi tutto converge in un lungo affinamento in barrique di vecchio passaggio dove il legno cede struttura senza cedere sapore.
Fossivento prende il nome dai venti che percorrono le colline del Chianti senese, e porta con sé tutta l'energia di un territorio che Niccolò Chioccioli Altadonna conosce dall'infanzia. È il Chianti Classico più diretto e territoriale della gamma: Sangiovese in prevalenza, con una piccola quota di Syrah, vitigno che in Toscana ha trovato una seconda casa e che qui aggiunge profondità senza togliere identità. Il nome è anche un omaggio implicito a Cecco Angiolieri, il poeta medievale senese che cantava la propria rabbia contro il mondo: "se fossi vento lo tempesterei". Ma il Fossivento non ha la rabbia del poeta: ha la sua stessa vitalità, la sua franchezza, quella capacità di dire le cose con forza senza perdere eleganza. Rese bassissime, attorno ai 35 ettolitri per ettaro, e una vinificazione che unisce la tradizione dell'acciaio alla sperimentazione dell'anfora: metà mosto fermenta in terracotta di Impruneta, metà in acciaio, poi tutto converge in un lungo affinamento in barrique di vecchio passaggio dove il legno cede struttura senza cedere sapore.