{"title":"Christophe Mignon","description":"\u003cp dir=\"ltr\"\u003e\u003cstrong\u003eChristophe Mignon\u003c\/strong\u003e è uno dei grandi campioni del \u003cstrong\u003ePinot Meunier\u003c\/strong\u003e e uno dei vignaioli più singolari della Champagne. La sua famiglia coltiva la vigna da quasi \u003cstrong\u003ecentoquarant'anni\u003c\/strong\u003e a \u003cstrong\u003eLe Mesnil-le-Huttier\u003c\/strong\u003e, piccola frazione di \u003cstrong\u003eFestigny\u003c\/strong\u003e nella \u003cstrong\u003eVallée de la Marne\u003c\/strong\u003e, una ventina di chilometri a ovest di Épernay: una storia che passa per i Moutardier, i Prudhomme, già premiati negli anni Trenta per i loro vini, e i Salot, fino a Christophe, \u003cstrong\u003equinta generazione\u003c\/strong\u003e, che oggi lavora con la moglie \u003cstrong\u003eLaurence\u003c\/strong\u003e, anima commerciale della maison, e con il figlio \u003cstrong\u003eLoann\u003c\/strong\u003e, al suo fianco in vigna e in cantina.\u003c\/p\u003e\n\u003cp dir=\"ltr\"\u003eIl domaine conta circa \u003cstrong\u003esei ettari e mezzo\u003c\/strong\u003e frazionati in una \u003cstrong\u003etrentina di parcelle\u003c\/strong\u003e tra Festigny e Le Breuil, piantate in gran parte dai bisnonni: un mosaico nato dalla storia che regala complessità ai vini. Oltre il \u003cstrong\u003e90% è Pinot Meunier\u003c\/strong\u003e, l'uva che meglio si esprime su questi suoli, dove il gesso sta più in profondità e prevalgono \u003cstrong\u003eargille e marne calcaree\u003c\/strong\u003e, con qualche filare di Pinot Noir e Chardonnay. In vigna Christophe segue una strada tutta sua, senza certificazioni ma con una coerenza rara: \u003cstrong\u003ebiodinamica, fitoterapia, omeopatia e geobiologia\u003c\/strong\u003e, e i \u003cstrong\u003ecicli lunari\u003c\/strong\u003e a scandire ogni lavoro, in vigna e in cantina. \"La luna è per il vignaiolo quello che il metronomo è per il musicista\", ama dire. Per custodire rese basse e qualità alta impiega una persona per ogni ettaro, un metodo costoso e ambizioso.\u003c\/p\u003e\n\u003cp dir=\"ltr\"\u003eIn cantina la linea è limpida: vendemmia manuale a piena maturità, \u003cstrong\u003epressatura rapida\u003c\/strong\u003e, vinificazione \u003cstrong\u003eparcella per parcella in vasche d'acciaio smaltato\u003c\/strong\u003e senza controllo della temperatura, \u003cstrong\u003enessuna malolattica\u003c\/strong\u003e, \u003cstrong\u003enessuna filtrazione\u003c\/strong\u003e, stabilizzazione naturale col freddo dell'inverno, solo \u003cstrong\u003ezolfo vulcanico\u003c\/strong\u003e in dosi minime, e la presa di spuma con \u003cstrong\u003elieviti biodinamici e zucchero di canna biologico\u003c\/strong\u003e. Quasi tutti gli Champagne sono \u003cstrong\u003eBrut Nature\u003c\/strong\u003e, senza alcun dosaggio. La gamma ruota attorno all'\u003cstrong\u003eADN de Meunier\u003c\/strong\u003e, il \"DNA del Meunier\", declinato in bianco e in rosé, affiancato dalla serie \u003cstrong\u003eADN de Foudre\u003c\/strong\u003e, affinata in grandi botti, e dal \u003cstrong\u003eVue sur la Vallée\u003c\/strong\u003e.\u003c\/p\u003e\n\u003cp dir=\"ltr\"\u003eNe nascono Champagne \u003cstrong\u003evinosi, materici e insieme tesi\u003c\/strong\u003e, espressioni cristalline del Meunier, con frutto croccante di mela e piccoli frutti, note speziate di zenzero, pasta di pane e una verticalità sorprendente. Grazie a Christophe e a pochi altri, il Meunier ha smesso di essere il vitigno di serie B della Champagne: qui è il protagonista assoluto.\u003c\/p\u003e","products":[],"url":"https:\/\/wivood.com\/collections\/christophe-mignon.oembed","provider":"Wivood","version":"1.0","type":"link"}