Buongiorno a tutti!
Oggi siamo in compagnia di Boscodivino, azienda recentemente entrata a far parte dell’offerta Wivood. Si tratta di una piccola azienda sita a Fara Vicentino, in Provincia di Vicenza, all’interno della DOC di Breganze.
A guidarci alla scoperta di questa cantina c’è Denis, uno dei fondatori, che ci viene incontro sul piazzale antistante la tenuta. Dopo una visita in cantina, dove notiamo il grande spazio dedicato alle pupitre utilizzate per il remouage manuale con cui viene realizzato il loro Metodo Classico B3, ci trasferiamo al primo piano della tenuta. Ci troviamo in un’accogliente sala degustazione cui ci accomodiamo in un lungo bancone di legno, che immaginiamo gremito di persone all’apertura della stagione delle degustazioni.
Avendo l’onore di questa visita “privata” siamo gli unici ospiti del grande locale, circondato da vetrate da cui si gode di un’ottima vista sulle vigne e sulla vallata antistante. Ci accomodiamo e ci viene subito servito un calice di B3: siamo sicuri che questo contribuirà a rendere più “fluida” la conversazione!

WiVood: Denis, puoi parlarci di come nasce il progetto BoscoDiVino?
Denis: L’azienda Boscodivino è una piccola azienda del territorio, al punto che potremo definirla più una realtà “artigianale” anziché utilizzare il termine azienda. Produciamo infatti circa 6000 bottiglie all’anno, a parte nel 2018 in cui abbiamo avuto un’annata terribilmente straordinaria, quasi troppo…
W: Terribilmente straordinaria? Cioè?
D: In quell’anno siamo arrivati al picco di 10.000 bottiglie, nonostante avessimo tolto molti frutti dalle piante per garantire una qualità elevata. Anche operando questa decisa riduzione della produzione, il surplus quantitativo è stato elevato. Teniamo conto che ogni anno togliamo circa il 40% del potenziale di uva delle piante; questo ci porta ad una resa intorno ai 60 quintali/ettaro, decisamente bassa quindi, soprattutto in relazione alle tipologie e al territorio della DOC Breganze. Speriamo però che questo nostro sforzo si senta nel bicchiere!
W: Beh, ne stiamo assaggiando un primo esempio… il B3! (gioco di parole che significa Be Free come ci rivelerà più tardi Denis)
D: Si, noi produciamo quattro etichette di vino: BiancoDiVino un Vespaiolo Doc Breganze, RossoDiVino un Taglio Bordolese, il Rifermento Rosè frizzante rifermentato in bottiglia usando il mosto della Vespaiola fatto appassire e appunto il B3, Metodo Classico con minimo 24 mesi sui lieviti, Pas Dosè. Per ognuna di queste tipologie siamo circa sulle 2000-2500 bottiglie per ogni anno.
W: Anche di rosato? Guardandoci attorno prima in cantina sembrava una produzione davvero limitata
D: Si, di rosato ne facciamo pochissimo e non riusciamo a farlo tutti gli anni. Quelle che avete visto erano del 2018, ad esempio…
W: La famosa annata “terribilmente straordinaria”! E quest’anno, come sta andando?
D: Quest’anno sarebbe stata una annata perfetta… se non che Madre Natura ha deciso di riprendersi con doppia mano quello che aveva dato. Abbiamo purtroppo subito un pesante passaggio di grandine quando eravamo all’inizio della germogliazione. Questo fa si che quest’anno avremo probabilmente una produzione molto molto bassa.
W: Peccato, davvero…

Nel frattempo il tempo sembra essere migliorato. La pioggerellina di inizio estate che ci ha accolto all’arrivo in cantina ha lasciato il posto ad un timido sole. Appoggiamo dunque i calici e, approfittando del sole, usciamo in vigna. Le vigne di BoscoDiVino si trovano su una delle colline più alte della zona. Subito notiamo da distante le vigne con erba piuttosto alta, visto che non viene praticato il diserbo e con le rose posizionate all’inizio di ogni filare. Salendo poi ci accompagna una brezza continua, oltre al costante ronzio delle api.

W: C’è un bel po’ di vento qui…
D: Si è una fortuna. Qui il vento manca poche volte e questo è fondamentale; dal punto di vista fito-sanitario questa rappresenta una difesa naturale che ci permette di ridurre ad esempio i trattamenti contro le muffe.
W: L’altra cosa che si nota subito è la scelta di non fare lo sfalcio
D: Si, questa scelta è data dal fatto che molti insetti che potrebbero diventare nocivi per la vite in realtà spesso lo sono perché non trovano alcun nutrimento a terra. In assenza di questo si trovano “costretti” ad attaccare le viti per procacciarsi del cibo. Il fatto di non praticare il diserbo contribuisce a limitare questo fenomeno.
W: Che approccio utilizzate riguardo ai trattamenti?
D: Il nostro obiettivo è quello di usare meno prodotto possibile. Questo anche perché più trattamenti utilizziamo più viene sviluppata la resistenza agli stessi. Usandone pochi ci assicuriamo che, nel momento in cui ci fosse davvero bisogna di utilizzare qualche cosa, basta un piccolo quantitativo di prodotto per ottenere un grande risultato. Nel caso invece le piante o i parassiti fossero già “assuefatti” a quel tipo di prodotto non ci resterebbe che aumentare ulteriormente la quantità impiegata. Usiamo inoltre solo trattamenti biologici, che evitano di entrare nel sistema linfatico della pianta ma lavorano invece in copertura, a mo’ di “ombrello protettivo”. Il problema è che uno scroscio d’acqua forte, ad esempio, fa si che il trattamento si debba ripetere… (Denis si avvicina ad una vite e ci fa segno di avvicinarci a nostra volta… vediamo un tralcio della stessa spezzato di netto, che pende come un arto ormai senza forze)
W: Questa è la grandinata che ci dicevi prima, immagino…
D: Si, questi sono i danni che fa la grandine.
W: E’ spezzato di netto!
D: Già e per di più fino a quel momento l’annata era molto simile al 2018 e stavamo riscontrando un aumento importante della produzione. L’unica cosa positiva è che la grandinata è avvenuta quando la pianta era in fiore e questo fa si che, almeno, non abbia intaccato la qualità del frutto già maturo. Se fosse avvenuto questo sarebbe aumentata anche la probabilità di muffe. Almeno abbiamo questa consolazione!

Completato il giro in vigna, considerata anche la minaccia di pioggia incombente, rientriamo nella grande sala dedicata alla ricezione degli ospiti e agli assaggi. Qui abbiamo modo di concludere degnamente degustando gli altri prodotti proposti da BoscoDiVino. A stupirci in particolare, oltre all’ottimo B3 è il RossoDiVino un taglio bordolese in cui ci sorprendiamo nel non rilevare la marcata (invadente?) componente vegetale che caratterizza molti rossi di questa zona. Denis ci spiega che la chiave sta nella perfetta maturazione del vinacciolo, che spesso viene pigiato quando la maturazione non è ancora completa. Questo contribuisce a sprigionare le esacerbate note erbacee che avvertivamo in altri rossi. In apertura abbiamo assaggiato anche il Rifermento, rosato frizzante ancestrale trovandolo davvero di eccellente beva; è davvero un accompagnamento ideale per ogni aperitivo estivo. Se solo ce ne fossero più bottiglie a disposizione…