Benvenuti nel blog di Wivood!

In questo primo appuntamento partiamo dalle basi. So già che con questa premessa gli appassionati di lunga data fra di voi staranno già per cliccare per chiudere la pagina ma… aspettate! Potrebbe essere che anche voi troviate qualche curiosità di cui non eravate a conoscenza! Perciò dai, restate e provate a leggerci (anche perché ho inserito le curiosità apposta per voi, eh!).

Allora, le basi avevamo detto. E visto che parliamo di basi proviamo a prendere spunto dalla categorizzazione più semplice che trovate qui sullo shop di Wivood. Nel menù di navigazione i vini sono divisi infatti fra:

  • Rossi 
  • Bianchi
  • Rosati
  • Bollicine
  • Dolci

E fin qui pare tutto chiaro e semplice ma… come si ottiene ciascuna di queste tipologie? Cosa c’è dietro quella “magia” che dona al vino un colore piuttosto di un altro (oltre che a condurci in strani viaggi quando eccediamo con il consumo)? 

La domanda sembra banale ma, in fondo, la risposta proprio banale banale non è. Prendiamo il Pinot Nero, ad esempio, un’uva a bacca rossa: si può vinificare in rosso ma anche per ottenere un vino bianco, un rosato o uno spumante. Ecco quindi che abbiamo anche dato un nome a quella “magia” di cui parlavamo: vinificazione. La vinificazione è infatti il processo biochimico che trasforma l’uva in vino.

Esistono diverse tecniche di vinificazione, ma per ora ci concentreremo su:

  • Vinificazione in bianco (per ottenere i vini bianchi);
  • Vinificazione in rosso   (per i vini rossi);
  • Vinificazione in rosato  (da cui otteniamo, incredibile a dirsi, vini rosati).

Bene… andiamo più nel dettaglio.

Ciò che distingue queste tre vinificazioni è principalmente il contatto con le bucce.

La vinificazione in rosso prevede infatti il contatto delle vinacce (le bucce dell’uva pigiata e i suoi vinaccioli) con il mosto, ovvero il prodotto ottenuto dalla pigiatura delle uve. Tale contatto con le bucce, chiamato macerazione, cede le sostanze coloranti e gli antociani (che ne determinano il colore) oltre ai polifenoli e agli antiossidanti (che vi fanno restare belli giovani). La quantità e la tipologia di sostanze cedute dipende dalla durata della macerazione che può variare indicativamente da 4-5 giorni ad un paio di settimane.

Diverso è il procedimento per la vinificazione in bianco: in essa non è previsto alcun contatto tra mosto e vinacce e la pressatura è più delicata in modo da estrarre dalle uve solo gli aromi e il succo incolore. In questo modo possiamo ottenere un vino bianco anche a partire da uve rosse. Ottenere invece vino rosso da uve bianche è, ovviamente, impossibile.

C’è poi la categoria dei Vini rosati, ottenuti o partendo da uve che per tipologia non hanno molti pigmenti nella buccia oppure, più spesso, da un contatto con le bucce molto ridotto. Questo significa che le vinacce vengono lasciate a contatto con il mosto per poche ore o anche per una sola notte, come nel caso dei Chiaretti ottenuti nella zona del Garda. In questo modo il rilascio di colore e di altre sostanze risulta molto più ridotto.
Questi sono i metodi per ottenere i rosati validi in Italia ma all’estero non è sempre così: in Francia ad esempio è permesso ottenere i rosati anche mischiando vino bianco con vino rosso, secondo la tecnica definita “rosè by blending”. Se qualcuno di voi sta cominciando ad inorridire di fronte a questo scempio, sappia che questa metodologia è adottata negli Champagne rosé, prodotti generalmente di buona qualità, quindi.

Siamo giunti alla fine dunque? Beh…no!
Esiste infatti un’altra categoria sconosciuta ai più, di cui si parla poco e con timore reverenziale: il vino blu! No, sto  ovviamente scherzando, anche se non del tutto. Esiste infatti un vino blu, il Gik, creato da un mix di uve bianche e rosse a cui sono stati aggiunti coloranti organici e dolcificanti; data la natura decisamente poco "naturale", vi rassicuriamo che non lo troverete su Wivood… il ogni caso il vino blu è stato creato da una start up spagnola i cui componenti dichiarano di non avere alcuna conoscenza del settore. E noi non stentiamo a credergli!

Alla prossima lezione con le altre due tipologie: gli spumanti e i vini dolci!